Corriere della Sera - La commedia infinita del Totò di bronzo
La statua di Totò riposta in magazzino
Il caso Sfrattata dal sindaco di Alassio, reclamata da Napoli
Perché una statua non si addice all' attore
MILANO - E ora tutti la vogliono. La statua di Totò che il sindaco di Alassio, Roberto Avogadro, ha fatto rimuovere dai giardinetti per motivi campanilistici, è super contesa. Dopo l' offerta di Napoli e Cuneo, che si erano fatte subito avanti per adottare il bronzo del «Principe della risata» sfrattato, è arrivata quella di Deiva Marina con una proposta di acquisto da parte del sindaco del comune spezzino, Ettore Berni, al collega di Alassio. Intanto nella città natale di Totò si moltiplicano le proposte per dare nuova collocazione alla statua: «In un rione del centro storico o in quartiere periferico plagiato dalla mafia - fa sapere l' assessore alla cultura di Napoli, Antonella Di Nocera -. D' intesa con la figlia Liliana, abbiamo anche deciso di posizionarla nei giardinetti adiacenti il teatro Totò». Dal movimento Futuro e Libertà e dai Verdi arriva invece l' iniziativa di una raccolta firme da presentare al sindaco Luigi de Magistris per intitolare a Totò una strada, una piazza o un parco. Una bella rivincita per il principe Antonio De Curtis che già nel dopoguerra si prendeva gioco della politica lontana dai cittadini e dalla realtà. «Ma mi faccia il piacere!»: celebre la sua battuta rivolta all' onorevole Cosimo Trombetta nel film «Totò a Colori» di Steno. Intanto Arbore, che si era visto offrire da Avogadro il busto in cambio di un concerto benefico, ha fatto sapere che suonerà solo se la statua tornerà al suo posto. Ma il sindaco leghista fa il duro e ha pronto il piano «B»: «In tanti ci hanno chiesto la statua, ma noi liguri gratis non diamo via niente. La daremo al miglior offerente, base d' asta 15 mila euro».
Maria Teresa Veneziani
Da www.Corriere.it del 14 Agosto 2011
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