
Silvio Berlusconi
Testo del messaggio agli italiani
"Ho rassegnato le dimissioni per senso di
responsabilità, per evitare attacchi da parte della speculazione
finanziaria, ma il centrodestra ha ancora la maggioranza assoluta in
Parlamento". Silvio Berlusconi lo ha detto nel videomessaggio registrato
domenica sera e mandato in onda da SkyTg24.
Non sono mai stato sfiduciato - "Ho rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio per responsabilità, per senso dello Stato, per evitare all'Italia un nuovo attacco dalla speculazione finanziaria". Ma tutto questo, ha sottolineato, "senza mai essere stato sfiduciato dal Parlamento, anzi avendo ottenuto la fiducia più volte da Camera e Senato, dove abbiamo ancora la maggioranza assoluta. L'Italia deve realizzare riforme al più presto. Qualunque sia il nostro governo, nessuno potrà portarci via la nostra sovranità e la nostra autonomia. L'Italia è un grande Paese", ha detto Berlusconi in uno dei passaggi. “Siamo pronti a favorire un governo di alto profilo tecnico, mettendo però alle spalle la faziosità e l'aggressività personale: dobbiamo uniti far fronte alla crisi, che non è nata né in Italia, né con le nostre banche o il nostro debito"” ha detto mentre Mario Monti faceva il suo ingresso al Quirinale.
Non mi arrendo, anzi raddoppio l'impegno - Silvio Berlusconi non intende "arrendersi". Nel video messaggio il presidente del Consiglio uscente si è rivolto a "quanti hanno esultato per quella che definiscono la mia uscita di scena" dicendo: "Voglio dire che raddoppierò il mio impegno in Parlamento. Non mi attendo riconoscimenti, ma non mi arrenderò finché non saremo riusciti a modernizzare l'Italia, riformando la sua architettura istituzionale, il suo sistema giudiziario, il suo regime fiscale, finchè non saremo riusciti a liberare il paese dagli egoismi, dalle incrostazioni ideologiche, che gli impediscono di sviluppare le sue potenzialità".
Nel '94 ho cambiato la storia - "Il giorno della mia discesa in campo ha cambiato la storia dell'Italia" . Così come "i miei governi sono stati i più longevi nella storia della Repubblica". "Al quel credo politico del 1994 - ha affermato ancora- io non sono mai venuto meno: fu una dichiarazione d'amore per l'Italia". E "quell'amore e quella passione sono immutate per l'Italia
Messaggio alla Destra di Storace: “Colpa di Fini” -"C'è chi lavora da tempo perché il pendolo della politica italiana torni indietro, ai tempi in cui la volontà degli elettori era commissariato dalle oligarchie di partito, abituate a gestire in proprio, al riparo da ogni responsabilità,la forza che i cittadini consegnavano loro al momento del voto. Siamo stati i protagonisti di una riforma di segno bipolare, fondata sul principio per cui il popolo sceglie non soltanto il Parlamento, ma anche le alleanze e il Capo del governo. L'impegno e' che quanto è stato conquistato in questi anni nel segno della modernità non vada disperso. E che anzi possa consolidarsi in un Paese che sta gia' dando molto, moltissimo in termini di rigore economico e che ha accettato con grande senso di responsabilità i sacrifici imposti dalle manovre di luglio e agosto". Lo ha scritto il Premier dimissionario Silvio Berlusconi, in una lettera al segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, in occasione del congresso del partito a Torino.
"Permettetemi di rivendicare con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia - ha sottolineato ancora Berlusconi- Lo abbiamo fatto nonostante la fronda della componente finiana che si è manifestata praticamente subito dopo la vittoria elettorale del 2008 e che poi e' sfociata in un vera e propria diaspora. E' stato quel peccato originale a minare il percorso di una legislatura, che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene" ha spiegato, evidenziando: "Siamo andati avanti comunque con determinazione". "Ma - ha sottolineato - in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana".
Nel ricordare che l'Italia è un paese che "sommando il debito pubblico al risparmio privato si colloca per solidità al secondo posto in Europa, subito dopo la Germania, prima della Svezia, della Gran Bretagna, della Francia e di tutti gli altri paesi", Berlusconi ha concluso che il Paese "si aspetta dalla politica, da tutta la politica, uno sforzo comune per uscire dalla crisi".
"Il mio impegno è che quanto è stato conquistato in questi anni nel segno della modernità non vada disperso", ha proseguito il premier. Una modernità che, scrive Berlusconi nella lettera letta al secondo congresso della Destra, in corso a Torino, "possa consolidarsi in un paese che sta già dando molto, moltissimo in termini di rigore economico e che ha accettato con grande senso di responsabilità i sacrifici imposti dalle manovre di luglio e agosto. Un paese che sommando il debito pubblico al risparmio privato si colloca per solidità al secondo posto in Europa, subito dopo la Germania, prima della Svezia, della Gran Bretagna e di tutti gli altri paesi. Un paese - secondo Berlusconi - che può contare su aziende che continuano ad esportare su una disoccupazione inferiore di 2 alla media europea, che sul maggior patrimonio artistico del mondo e che si aspetta dalla politica, da tutta la politica, uno sforzo comune per uscire dalla crisi".
La "fronda" della componente finiania è stato il "peccato originale" che ha minato "il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene", scrive il premier dimissionario. "Siamo andati avanti" nella consapevolezza che "la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana".
Non sono mai stato sfiduciato - "Ho rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio per responsabilità, per senso dello Stato, per evitare all'Italia un nuovo attacco dalla speculazione finanziaria". Ma tutto questo, ha sottolineato, "senza mai essere stato sfiduciato dal Parlamento, anzi avendo ottenuto la fiducia più volte da Camera e Senato, dove abbiamo ancora la maggioranza assoluta. L'Italia deve realizzare riforme al più presto. Qualunque sia il nostro governo, nessuno potrà portarci via la nostra sovranità e la nostra autonomia. L'Italia è un grande Paese", ha detto Berlusconi in uno dei passaggi. “Siamo pronti a favorire un governo di alto profilo tecnico, mettendo però alle spalle la faziosità e l'aggressività personale: dobbiamo uniti far fronte alla crisi, che non è nata né in Italia, né con le nostre banche o il nostro debito"” ha detto mentre Mario Monti faceva il suo ingresso al Quirinale.
Non mi arrendo, anzi raddoppio l'impegno - Silvio Berlusconi non intende "arrendersi". Nel video messaggio il presidente del Consiglio uscente si è rivolto a "quanti hanno esultato per quella che definiscono la mia uscita di scena" dicendo: "Voglio dire che raddoppierò il mio impegno in Parlamento. Non mi attendo riconoscimenti, ma non mi arrenderò finché non saremo riusciti a modernizzare l'Italia, riformando la sua architettura istituzionale, il suo sistema giudiziario, il suo regime fiscale, finchè non saremo riusciti a liberare il paese dagli egoismi, dalle incrostazioni ideologiche, che gli impediscono di sviluppare le sue potenzialità".
Nel '94 ho cambiato la storia - "Il giorno della mia discesa in campo ha cambiato la storia dell'Italia" . Così come "i miei governi sono stati i più longevi nella storia della Repubblica". "Al quel credo politico del 1994 - ha affermato ancora- io non sono mai venuto meno: fu una dichiarazione d'amore per l'Italia". E "quell'amore e quella passione sono immutate per l'Italia
Messaggio alla Destra di Storace: “Colpa di Fini” -"C'è chi lavora da tempo perché il pendolo della politica italiana torni indietro, ai tempi in cui la volontà degli elettori era commissariato dalle oligarchie di partito, abituate a gestire in proprio, al riparo da ogni responsabilità,la forza che i cittadini consegnavano loro al momento del voto. Siamo stati i protagonisti di una riforma di segno bipolare, fondata sul principio per cui il popolo sceglie non soltanto il Parlamento, ma anche le alleanze e il Capo del governo. L'impegno e' che quanto è stato conquistato in questi anni nel segno della modernità non vada disperso. E che anzi possa consolidarsi in un Paese che sta gia' dando molto, moltissimo in termini di rigore economico e che ha accettato con grande senso di responsabilità i sacrifici imposti dalle manovre di luglio e agosto". Lo ha scritto il Premier dimissionario Silvio Berlusconi, in una lettera al segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, in occasione del congresso del partito a Torino.
"Permettetemi di rivendicare con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia - ha sottolineato ancora Berlusconi- Lo abbiamo fatto nonostante la fronda della componente finiana che si è manifestata praticamente subito dopo la vittoria elettorale del 2008 e che poi e' sfociata in un vera e propria diaspora. E' stato quel peccato originale a minare il percorso di una legislatura, che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene" ha spiegato, evidenziando: "Siamo andati avanti comunque con determinazione". "Ma - ha sottolineato - in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana".
Nel ricordare che l'Italia è un paese che "sommando il debito pubblico al risparmio privato si colloca per solidità al secondo posto in Europa, subito dopo la Germania, prima della Svezia, della Gran Bretagna, della Francia e di tutti gli altri paesi", Berlusconi ha concluso che il Paese "si aspetta dalla politica, da tutta la politica, uno sforzo comune per uscire dalla crisi".
"Il mio impegno è che quanto è stato conquistato in questi anni nel segno della modernità non vada disperso", ha proseguito il premier. Una modernità che, scrive Berlusconi nella lettera letta al secondo congresso della Destra, in corso a Torino, "possa consolidarsi in un paese che sta già dando molto, moltissimo in termini di rigore economico e che ha accettato con grande senso di responsabilità i sacrifici imposti dalle manovre di luglio e agosto. Un paese che sommando il debito pubblico al risparmio privato si colloca per solidità al secondo posto in Europa, subito dopo la Germania, prima della Svezia, della Gran Bretagna e di tutti gli altri paesi. Un paese - secondo Berlusconi - che può contare su aziende che continuano ad esportare su una disoccupazione inferiore di 2 alla media europea, che sul maggior patrimonio artistico del mondo e che si aspetta dalla politica, da tutta la politica, uno sforzo comune per uscire dalla crisi".
La "fronda" della componente finiania è stato il "peccato originale" che ha minato "il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene", scrive il premier dimissionario. "Siamo andati avanti" nella consapevolezza che "la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana".
13 novembre 2011
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