Gianni Morandi e Adriano Celentano durante la serata incriminata,
la prima del Festival edizione 2012
La reazione alle accuse del cantante al Festival di Sanremo: amarezza nella nota dell'agenzia Sir, "Famiglia cristiana" attacca Rai e Celentano ma poi lo invita e il sarcasmo di Avvenire.
Sandro Bondi difende il "molleggiato"
«Adriano Celentano è solo un piccolo attivista dell’ipocrisia, un
finto esegeta della morale cristiana che sfrutta la televisione per
esercitare le sue vendette private».
Lo scrive Famiglia Cristiana che
replica con durezza alle parole pronunciate ieri da Celentano che, «con
l’avallo della Rai, pontifica su preti e frati che non sanno parlare
alla gente, insulta il nostro giornale e quello della Cei che neanche si
occuperebbero di fede e religione, tratta il critico Aldo Grasso da
deficiente». Ma poi chiude il suo ragionamento con un’apertura inattesa:
«Celentano vuole parlare di fede? Venga pure a parlarne anche su
Famigliacristiana.it e su Famiglia Cristiana».
Il settimanale dei paolini tiene a ricordare quanto scritto in
precedenza contro l’ingaggio offerto dalla Rai all’artista e osserva che
«più o meno lo stesso hanno scritto Avvenire e sul Corriere, caricando
la dose, quello che è il maggior critico televisivo Aldo Grasso». Ma
«il lato incredibile della vicenda - spiega la nota - è che la Rai
butti l’equivalente di un miliardo e mezzo delle vecchie lire, che
Celentano sia autorizzato a spargere velenose menzogne, che un
repertorio da agit-prop venga contrabbandato come lezione magistrale.
Povera Rai, una volta di più, con quella prima fila di papaveri che alla
fine del vaniloquio si alzano in piedi per applaudire, invece di tirare
ortaggi».
Sarcastico l'appunto del direttore di Avvenire Marco Tarquinio
pubblicato sul sito del quotidiano: «Se l’è presa con i preti e con i
frati (tutti tranne uno) «che non parlano del Paradiso». E se l’è presa
con Avvenire e Famiglia Cristiana «che vanno chiusi». Tutto questo,
perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una
serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud
del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per
un anno intero. Dunque, andiamo chiusi anche noi. Buona idea: così a
tutti questi poveracci, tramite il Comune competente, potrà elargire le
sue prossime briciole di cachet. Davvero un bello spettacolo. Bravo.
Viva Sanremo e viva la Rai».
Il Servizio Informazione Religiosa della Chiesa Italiana esprime «più
amarezza che disappunto» per le parole pronunciate ieri da Celentano
durante il Festival di Sanremo «su due testate cattoliche nazionali da
lui accusate di ipocrisia, di parlare di politica e non di Dio».
Secondo l’agenzia della Cei, «quando l’ignoranza prende il microfono per
diffondere il suo messaggio è doveroso replicare, seppur con serenità e
rispetto delle persone, per amore della verità» e dunque occorre
dire che «i giudizi di Adriano Celentano sono stati la prova di un vuoto
che è anche dentro di lui. Vuoto di conoscenza di ciò che le testate
cattoliche professionalmente sono e vuoto di conoscenza del servizio che
esse svolgono per la crescita umana, culturale e spirituale della
società tutta».
«Un vuoto voluto, e quindi - rileva la nota - ancor più triste,
perchè a tutti è possibile conoscere e comprendere il ruolo laico dei
media cattolici nel nostro Paese». «Il giorno dopo - conclude il Sir -
c’è, forse, da attendersi che a parole insensate, cioè impensate,
seguano parole pensate e di scusa. Anche senza microfono».
Se il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni non riesce a
comprendere l'attacco ai media cattolici controcorrente è l'opinione di
Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, che in una nota afferma: «Al di là
di certe sgradevoli provocazioni, l’apparizione ieri sera al festival di
Sanremo di Adriano Celentano può essere letta come un imprevedibile e
commovente discorso sulla fede, un discorso pieno di pietà religiosa
sulla vita e sulla morte, un discorso sull’amore che è il segno
distintivo del cristianesimo. Mai in uno spettacolo pubblico così
popolare era stato elevato un grido così vibrante in difesa di una fede
autentica».
Da www.laStampa.it del 15 Febbraio 2012

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