Il consigliere Marco Melgrati durante un intervento in Consiglio Regionale
Melgrati: ho scritto alla dott.ssa Minervini per un parere “nero su bianco”.
In
relazione all'irrigidimento di vari Uffici Tecnici da me e dai miei
colleghi professionisti (Architetti, Geometri, Ingegneri) contattati
per opere relative a frazionamenti di unità immobiliari esistenti,
recupero sottotetti ai sensi della leggge 24/01, ampliamenti con o senza
frazionamento ai sensi del Piano Casa Regionale, dopo la presentazione
dell’interrogazione a risposta Immediata presentata in Consiglio
Regionale. ho ritenuto doveroso scrivere alla Dott.ssa Gabriella
Minervini, direttore del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria,
che aveva firmato la circolare “incriminata”. La richiesta urgente è
quella di un parere SCRITTO circa l'interpretazione da
dare alla circolare regionale che, di fatto, blocca tutti gli
interventi edilizi dei Comuni non dotati di impianto di depurazione, anche quelli non in variante con presunto aumento del carico insediativi.
Con l’interpretazione letterale data dagli Uffici Tecnici dei Comuni alla “Circolare”, vista come le tavole della legge di Mosè dai funzionari comunali da me e da alcuni miei colleghi interpellati, sarebbe escluso anche solo il mero frazionamento di una unità immobiliare in due unità, e questo è assurdo e errato, come è assurdo ed errato comprendere il recupero
dei sottotetti ai sensi della leggge 24/01, o ampliamenti con o senza
frazionamento ai sensi di un P.u.c. o del Piano Casa Regionale,
oppure strumenti urbanistico attuativi conformi ai piani urbanistici
comunali in vigore o i titoli edilizi diretti, come è parimenti assurdo
ed errato comprendere gli interventi effettuati “in coerenza”; Come
è assolutamente eccessivo e “contra legem” chiedere, per questi
interventi, la verifica del Settore Ciclo integrato e gestione delle
risorse idriche Regionale.
Ho scritto
anche circa un garbato scambio di opinioni con la Dott.ssa Minervini
nella Commissione Urbanistica Regionale di Mercoledì sul cambio di
destinazione d'uso da albergo ad alloggi, che la Direttrice ritiene
rientri nella fattispecie prevista dalla Legge; ho vibratamente
contestato questa impostazione, perchè se lo stesso è previsto dal
P.u.c. vigente, anche questo intervento, a mio parere, non può
rientrare nella casistica indicata dalla legge; infatti, l'aumento
del peso insediativo si calcola sui metri quadrati utilizzati,
precisamente 25 metri quadrati lordi per persona, ai sensi del comma 3
lettera a) dell’art. 33 della Legge Urbanistica Regionale 36/97; nel
caso di cambio di destinazione d’uso da Albergo ad Alloggi i metri
quadrati rimangono gli stessi, e, se un albergo aveva 40 camere da 14
metri quadrati, con una ricettività di 80 persone, è ipotizzabile che si
possano ricavare 10/15 alloggi di taglio medio-piccolo, con un carico
insediativo massimo, calcolando 3 persone per alloggio, di 45 persone
contro le 80; per quello che attiene ai bagni, invece che 40, cioè uno
per camera d’albergo, anche ipotizzando doppi servizi per il massimo di
alloggi ricavabili, siamo a 30, inferiore a 40. Per quanto attiene alle
cucine, come la dott.ssa Minervini mi aveva eccepito, è vero che ogni
alloggio deve essere dotato di cucina, ma sempre per un massimo di
45 persone, mentre la cucina dell'albergo fornisce comunque un servizio
di ristorazione per 80 persone equivalenti, più il personale, quindi
anche in questo caso il carico è inferiore.
E comunque la legge parla solo di VARIANTI con aumento del carico insediativo, non di pratiche con procedura ordinaria.
Ho
chiesto quindi un parere scritto alla dott.ssa Minervini su questa
circolare, teso a fare chiarezza, anche perchè gli Uffici tecnici dei
Comuni, per modificare il proprio orientamento, pretendono che sia messo nero su bianco
dal Direttore del Dipartimento Ambiente; circolare che se rimanesse
tale, darebbe origine ad infiniti contenziosi legali con richieste di
danni ai Comuni, e comunque danneggerebbe in maniera irreparabile
l'intero comparto edilizio in Regione Liguria.
Marco Melgrati Consigliere Regionale
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