Al
tavolo della Presidenza, oltre al relatore Paolo Lingua, il Presidente del
Rotary di Alassio Marco Manferdini, il parroco metropolitano di Alassio, Mons.
Angelo De Canis, il presidente del Gruppo Consiliare PdL Regionale Marco Melgrati e l’ex Sindaco di
Alassio Pippo Cassarino.
Ieri
sera, presso la struttura della ditta OPS, a bordo piscina, ospiti del
Rotariano di Alassio Giovanni Puricelli nella serata dedicata dal Rotary di
Alassio ai Rotariani in vacanza, interessante conferenza del Direttore di
Telenord Genova, il giornalista dott. Paolo Lingua, già redattore di Secolo XIX
e della Stampa, sulla figura e le opere di Gerolamo Gaslini, imprenditore
filantropo, creatore e finanziatore dell’Istituto Pediatrico Giannina Gaslini
di Genova, noto in tutto il mondo per la cura dei bambini.
I
proventi della serata benefica sono stati dedicati a una iniziativa del Rotary di Alassio
a favore del fondo Interdistrettuale per le sovvenzioni di
pronto intervento per le popolazioni colpite da calamità naturali.
Gerolamo
Gaslini nasce a Monza nel 1877; il padre Pietro è un piccolo artigiano che si occupa della
lavorazione dell'olio di semi. Ha due figlie dal matrimonio con Lorenza
Celotto: Germana (1903)
e Giannina (1906–1917) morta a 11 anni
di appendicite e di peritonite. Ai primi del nuovo secolo Gerolamo si
trasferisce a Genova
che a quel tempo era una città ricca d’industrie e finanza, con l'intenzione
originaria di trasferirsi in America. Disponendo di un piccolo capitale si dedica con
varia fortuna al commercio nell’ambito portuale. Gerolamo Gaslini arriva a
costruire una rete di società di sua proprietà o controllate nel settore
oleario (Oleifici Gaslini) e, più in generale, in quello alimentare
(Biscottificio Wamar e Genepesca) e anche finanziario (Banca Belinzaghi)[1].
L'avventura imprenditoriale di Gaslini ha diversi aspetti controversi. Gaslini
è stato un capitano d'industria tendente al monopolio;
tramite la Banca Belinzaghi ha trafficato con la Comit e ha costruito
parte delle sue fortune speculando sui cambi e sulle materie prime. Dal 1927 al 1942 Gaslini tiene una
contabilità "nera" separata, dichiarando 37 milioni di lire di utili
anziché 534[2].Nel
1917 gli muore la
figlia undicenne Giannina di peritonite, un lutto che lo sconvolge e gli
suggerisce l’idea di creare e di finanziare un ospedale pediatrico: l’Istituto Giannina Gaslini, costituito nel
1931 ed inaugurato
nel 1938, con una
spesa di 64 milioni di lire[2].
Si iscrive al Partito nazionale fascista nel 1928, offrendo soldi
per le iniziative sociali del regime in cambio di favori[2].
Nel 1932 riceve il titolo di cavaliere del lavoro. Gerolamo Gaslini si
dedica anche al mecenatismo, ad esempio provvede all’acquisto di una
scultura di Michelangelo, la Pietà Prenestina, per
evitarne l’espatrio, e la dona allo Stato italiano. Nel 1939 viene nominato Senatore del Regno e successivamente gli
viene concesso dal Re Vittorio Emanuele III il titolo di conte di
San Gerolamo.Durante la Resistenza, come altri industriali del Nord,
passa dalla parte dei partigiani. Nel dopoguerra, si lega alla Democrazia cristiana di Alcide
de Gasperi e del cardinale Siri].
Nel 1949 costituisce
la Fondazione Gerolamo
Gaslini che dota di tutto il suo patrimonio finanziario ed aziendale, così
da garantire la copertura futura. Un modello più radicale di quello di Rockefeller
(che aveva costituito una fondazione, ma senza dotarla di tutto il suo
patrimonio) e che si discosta dal welfare aziendale in quanto rivolto al
mondo esterno alla fabbrica. La Chiesa cerca successivamente, assumendo con Siri
la presidenza della Fondazione, di attribuirsi parte del merito, nonostante le
lamentele dell'ormai anziano Gaslini[2].
Nel 1957 riceve la
laurea in Medicina e Chirurgia dall’Università di Genova. Muore a
Genova il 9 aprile 1964,
a 87 anni, nella sua casa di corso Italia oggi sede della Fondazione una
personalità di assoluto rilievo, sia per la molteplice e spregiudicata attività
di imprenditore, sia per l’impegno totale di filantropo innovatore.

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