Douglas Engelbart era nato a Portland da una famiglia di origine scandinava
Si spegne a 88 anni uno dei pionieri dell’informatica
Chissà cosa pensava Douglas Engelbart quando armeggiava con un
tablet o uno smartphone full touch. O, meglio, chissà se ci armeggiava.
L’uomo che è passato alla storia dell’informatica come l’inventore del
mouse è morto a 88 anni a causa di una insufficienza renale nella sua
casa di Atherton in California.
Nato a Portland da una famiglia di origine scandinava, dopo la
Seconda Guerra Mondiale decide il suo destino e si laurea in Ingegneria
Elettronica, prosegue con una specializzazione e un PhD a Berkeley. Nel
1957 Engelbart viene assunto allo Stanford Research Institute a Menlo
Park in California e divenne responsabile dell’Arc, Augmentation
Research Center, un laboratorio che presenterà 21 brevetti che
porteranno il suo nome.
Sarebbe ingiusto ricordare il grande Engelbart solo come l’inventore
del mouse. Il grande visionario ha messo le basi per lo sviluppo degli
ipertesti, delle reti di computer e delle interfacce grafiche. Tutte
conquiste che oggi non farebbero notizia ma che all’inizio degli anni
Sessanta sembravano pura utopia.
Il brevetto numero 3,541,541 presentato nel 1967 e registrato nel
1970, definiva una tecnologia per “il controllo con la mano di un
indicatore di posizione su una qualsiasi superficie che gestisse un
cursore su uno schermo a tubo catodico”. La definizione originale
riletta oggi mostra quanto fosse complicato soltanto trovare le parole
giuste per spiegare ciò che Engelbart, insieme a William English, e i
suoi colleghi avevano in testa.
Secondo un’intervista rilasciata dal Engelbart nel 1987,
l’ispirazione arrivò osservando un planimetro, uno strumento utilizzato
dagli ingegneri per misurare le aree geometriche irregolari. Il primo
mouse era costruito in legno, aveva tre tasti e regolava il movimento
del cursore attraverso due ruote perpendicolari, solo dopo anni si
sostituirono le ruote con una sfera.
La sublimazione del valore di Engelbart e soci è tutta in una
presentazione del 9 dicembre del 1968, passata alla storia come la madre
di tutte le demo (qui la scheda dettagliata, qui il video completo).
In 90 minuti Engelbart, in collegamento con i suoi laboratori grazie a
modem rudimentale, presentò l’Abc dell’informatica moderna.
L’ingegnere parlò di interazione uomo-macchina, di videoconferenza,
di interfaccia a finestre, di ipertesti, usando il mouse di legno.
Engelbart non seppe mai dare una spiegazione del perché quell’oggetto fu
chiamato mouse, probabilmente perché, semplicemente, somigliava a un
topo.
Eppure, prima che il mouse entrasse in produzione e fosse inserito
nella confezione di un computer per l’uso personale si dovette aspettare
il 1980, quindici anni dopo la madre di tutte le demo. Nel 2008,
Logitech, il più grande produttore di periferiche per Pc, vendette il
suo miliardesimo mouse ma Engelbart non ricevette mai nessuna royalty
per la sua invenzione. Fortunatamente, negli ultimi anni, fu premiato e
insignito di diversi premi.
Per il suo contributo fondamentale alla nostra vita di tutti i
giorni, Douglas Engelbart entra a pieno merito nella Hall of Fame dei
visionari della scienza e della tecnologia: d’altronde lui voleva solo
“rendere il mondo un posto migliore in cui vivere” e ci è riuscito.
Da www.laStampa.it del 04 Luglio 2013

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