Un Melgrati sorridente dopo l'ennesima sentenza che ha visto smontato il castello
di fragili accuse rivoltegli
Melgrati: “Ancora una volta dimostrata
la mia buona fede e correttezza
anche professionale.
E’ la ventesima volta che
vengo assolto”
Questa
mattina, dopo l’escussione dei testi il Tribunale di Savona, Giudice Canepa,
ha assolto per la ventesima volta da un procedimento penale l’ex sindaco di
Alassio, Architetto e oggi Capogruppo di Forza Italia in regione Liguria.
Il
reato contestato era un reato ambientale. Infatti Melgrati come progettista
aveva presentato una Denuncia di Inizio Attività per la realizzazione della
sistemazione di un tratto di “crosa”, sulla collina di Alassio per renderlo
transitabile con automobili. La pavimentazione, gravemente compromessa da
interventi precedenti del Comune per le urbanizzazioni e dai passaggi di
centauri che utilizzano questo tracciato come percorso fuori strada, era stata
sostituita con pietre in analogia a quella che doveva essere la pavimentazione
originaria, riutilizzando le lastre in buono stato.
Questo
progetto aveva avuto il parere favorevole della Commissione locale per il
Paesaggio ed era stato trasmesso in Sovrintendenza per richiedere e ottenere
l’autorizzazione paesaggistica, in quanto zona di vincolo ambientale. Solo dopo
l’ottenimento della autorizzazione paesaggistica e quindi la legittimità della
Dia era stato dato regolare inizio dei lavori.
La
Procura di Savona aveva rinviato a giudizio l’architetto Marco Melgrati, quale
progettista e direttore dei lavori, l’impresario, signor Biagio Bogliolo di
Alassio e il proprietario, che nel frattempo è deceduto, signor Giancarlo Asti, perché a
detta della Procura stessa non si erano dotati della necessaria autorizzazione
“Monumentale” per altro in tempi non sospetti come Sindaco di Alassio avevo
chiesto un parere al Ministero sull’assoggettabilità al vincolo monumentale di
queste “crose”, parere che non aveva dato un esito certo.
La
difesa ha eccepito che l’Ente che rilascia l’autorizzazione paesaggistica, cioè
la Sovrintendenza, è lo stesso che dovrebbe, nel caso, rilasciare
l’autorizzazione ambientale e che comunque la funzione di controllo spettava e
spetta al Comune, che avrebbe potuto interrompere il lavori immediatamente dopo
la presentazione della comunicazione di inizio degli stessi.
Dichiara
in conclusione Marco Melgrati: “esprimo soddisfazione per il riconoscimento
della mia buona fede e del mio corretto comportamento, e ancora una volta la
mia completa fiducia nella Magistratura giudicante che ha saputo valutare
correttamente gli atti, i fatti e le testimonianze. E’ la ventesima volta da
quando sono sceso in campo politicamente come Assessore prima e Sindaco dopo,
che vengo rinviato a giudizio, processato e assolto. Credo che se non fossi
stato sindaco, molti rinvii a giudizio non ci sarebbero stati. Secondo me
qualcosina che non funziona ci deve essere, ma oggi prevale la felicità”.
Genova,
03/04/2014

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