Fabio Lucchini
"Il Comune non promuove il turismo in maniera strutturata.
Ciò porta l'imprenditoria della città al suicidio"
Comunicato Stampa
TURISMO: prendo spunto da quest’ultimo
allarme sul degrado dello storico “ Muretto “ alassino, una di quelle pensate
semplici quanto geniali del compianto maestro Mario Berrino che all’improvviso
suscita apprensione nell’Amministrazione Canepa e quasi per caso si accorge
dello stato in cui versa, soggetto ad atti vandalici, apposizione di piastrelle
illegittime e vetustà, dichiarandosi pronta a rimediare, per fare qualche
sommessa quanto convinta riflessione da figlio di albergatore, cresciuto in
gioventù in mezzo a tutte le problematiche del settore.
Mi domando da tempo quale possa
essere la maniera giusta per promuovere il Turismo, che indiscutibilmente è la
vocazione della nostra città e sono arrivato alla convinzione che ciò che si fa
oggi nel merito è insufficiente e questa inadeguatezza sta dando i suoi frutti,
facendo emergere ora più che mai, anche in virtù della crisi ancora in atto che
sta mietendo tante attività, a partire da negozi, locali di intrattenimento,
attività di ristoro e non ultimi gli Alberghi, la necessità di dare una svolta
sistematica nell’affrontare il problema .
Una città come la nostra ritengo
abbia una sola via per promuovere in maniera incisiva e concreta la propria
appetibilità sul mercato internazionale delle vacanze: portare alto il “ marchio
“ Alassio, promuovendo come fu nel passato uno stile, una maniera di fare
vacanza, che qualcuno definì proprio lo “ stile Alassio “.
I locali ideati e gestiti da
imprenditori che allora segnarono un’epoca in positivo con la crescita anche a
livello mondano del prestigio di Alassio nel Jet-Set internazionale, capaci, con mezzi da investire che oggi il privato non
ha più, locali come “ La Capannina “ di Michele Mangia, la “ Villa Romana “ di Beppe Bottiroli, il “
Caffè Concerto Balzola “ di Rinaldo Balzola, il “ Caffè Roma – Roof Garden “ di
Mario Berrino, la “ Suerte “ di Nanni Banchio o il “ Boccaccio “ di Franco
Ferrando, hanno con grande anticipo realizzato quella fascinosa atmosfera avvolgente,
regina dell’intrattenimento, quella che
oggi in molti chiamano la “ Movida “, con qualità, semplicità e incisività, per
integrare l’offerta turistica di alberghi, ristoranti, bar e negozi, alla
sabbia chiara e fine, al mare del nostro golfo e alle bellezze
dell’entroterra.
Per fare questo non ci si può
attendere che siano solo gli imprenditori privati a muoversi, già vessati e
alle prese con mille problemi da affrontare, ma deve essere l’Amministrazione
comunale con il suo Ufficio Turismo, al quale allocare innanzitutto fondi
sufficienti e non briciole se comparate con quanto anche in quest’ultimo anno è
stato assegnato ai Servizi Sociali, a organizzare la promozione in maniera
moderna, ma soprattutto là dove i possibili turisti si trovano e vanno convinti
che la nostra città sia una metà da prendere
in seria considerazione. E’ molto più semplice fare come qualcuno che
sostiene, che la nostra città sia ormai decotta, senza sufficiente appetibilità
“ buona “ solo per i soliti habitué: personalmente non sono d’accordo, ritengo
che con la messa in campo delle opportune strategie organizzative e commerciali
si possa ancora giocare una partita e vincerla, ma certo non con il metodo
qualunquista del “ tantal’è “ o del “ maniman “ !
Perché se è vero che siamo circa
10 mila anime e assegniamo, mi viene riferito, circa 2,1 milioni di euro per il
sociale, viene spontaneo comparare la nostra situazione con quella del vicino
Comune di Albenga che a fronte di una popolazione di circa 24 mila anime ( una
volta e mezza in più ) i fondi relativi sarebbero assai minori. Non è con l’assistenza sociale che si
risolvono i problemi di tante famiglie, ancorché ad Alassio, città che viene
dipinta come una enclave “ borghese “, per cui tutti questi soldi destinati ai
Servizi Sociali, si fa una certa fatica a capire dove poi vadano a finire o se
piuttosto servano per ingraziarsi la simpatia o il voto di una parte di
cittadini … ma questo è solo un particolare, uno spaccato del modo di
amministrare degli ultimi 20 anni, dove l’assistenzialismo prevale rispetto alla
promozione del Turismo, un po’ come avviene a Genova a livelli alti nei palazzi della stessa
Regione, amministrata dal centro-sinistra e in particolare dal Pd.
Una città come Alassio che deve
vivere e vive di Turismo non può non mettere a Bilancio una spesa congrua per
la promozione turistica, anche se un capitolo di spesa di questo genere non
piace ai politici perché come la fognatura o l’acquedotto risultano opere
sotterranee e quindi poco visibili alla platea dei cittadini e quindi con minor
riscontro politico-elettorale ancor meno di un marciapiede, il riscontro
indiretto lo si ha nei fatturati delle varie attività e se il resto del mondo
va meno bene questa è già una cartina tornasole della bontà dell’investimento.
La promozione del “ marchio
Alassio “, è forse una delle poche cose che l’Amministrazione Comunale, a
differenza delle Categorie economiche che spesso si muovono in maniera non
sincronizzata, potrebbe realizzare con una “ Task-Force “ residente negli
Uffici dell’Assessorato al Turismo, uno Staff composto da alcune persone con
ottima padronanza delle lingue Inglese, Francese, Tedesco, Russo, destinato a
spostarsi in occasione delle grandi Fiere europee, attrezzati con materiale
pubblicitario adeguatamente e strategicamente realizzato tra cui un filmato da
far girare su maxi schermo nelle lingue più diffuse o in inglese e
sottotitolato, come quella dei fiori, giusto per fare un esempio, di Essen in
Germania, una città di circa 570 mila persone nel cuore della Ruhr, capitale
della siderurgia tedesca, dove si recano per esporre e confrontarsi con il
mercato internazionale i nostri abili floricoltori e coltivatori di piantine
aromatiche, che tanto successo riscontrano all’estero.
Volete dire che almeno un
migliaio inizialmente, anche uno solo, di cittadini di questa operosa località
non sarebbe attratto dalla bellezza del nostro golfo, dalla spiaggia di sabbia
finissima, dalla Baia del Sole, dalla buona cucina nostrana, dalle specialità
liguri ? Io credo di si, se saremo in grado di presentare a dovere le nostre
peculiarità, se sapremo coinvolgere adeguatamente, in maniera direi
scientifica, il nostro turista tipo, convincendolo che noi siamo in grado di
fargli trascorrere una vacanza di qualità che lo spingerà anche a tornare …., perché noi ci aspettiamo di
rivederlo in città, dove si deve sentire di casa.
Vi sono a livello europeo molte
altre occasioni di incontro con un pubblico di possibili turisti, non per caso,
poiché all’estero e soprattutto nella mittel-Europa anche le vacanze vengono
spesso pianificate come un investimento dove il tempo, la qualità, il costo e
il beneficio non sono concetti astrusi, ma concorrenti per una scelta oculata e
non last-minute, ancora oggi.
Una città come Alassio, oggi, con
molta umiltà, dovrebbe prendere coscienza di non saper più fare Turismo, di
essersi adagiata sugli allori dei gloriosi tempi passati, di aver permesso che
un pesante gap si generasse tra il metodo adottato e l’offerta, rispetto allo
standard ora in auge a livello internazionale.
Se si vuole veramente promuovere uno
sviluppo bisogna innanzitutto cercare di capire chi non viene e il perché,
utilizzare tutta una metodologia di analisi e indagine dettagliata per
comprendere chi viene e da dove, quali sono i gusti della clientela, dove si
dirigono i consumi, le mode: in una città che vive di Turismo in cui nessuno
anche delle formazioni politiche del passato, dei vari schieramenti con le varie alleanze, si è mai reso conto
che gestire la nostra città è l’equivalente di gestire un’industria, le
responsabilità sono forti e il conto da pagare è carissimo, specie per chi di
questa colpevole inerzia non ha responsabilità: vi immaginereste la Fiat,
particolarmente oggi, nell’era Marchionne, lanciare sul mercato un nuovo modello di
vettura senza un’attenta analisi di mercato ? Certo che no !
Alcuni tentativi, direi quasi
eroici, si sono realizzati grazie all’Associazione Albergatori e ad alcuni
imprenditori locali di buona volontà appartenenti a vari settori economici verso il mercato russo e proprio ora che da
qualche anno iniziavano a vedersi i primi riscontri positivi, sono sorti
problemi sia di carattere politico sia economico proprio in Russia e questo
certo, purtroppo, allenterà la crescita delle presenze provenienti da quelle
aree, mentre la concorrenza ci sta sbranando, perché il mercato turistico “ non
dorme mai “ ma è in continua evoluzione.
Il metodo è ormai indispensabile
per portare avanti qualsiasi progetto, l’approssimazione come l’improvvisazione
devono essere bandite, bisogna incaricare un’azienda specializzata nel settore,
possibilmente non locale ma con una overview nazionale e internazionale, che
guidi la raccolta delle informazioni per poi poterle elaborare e analizzare,
per la definizione delle strategie future su dove e come andare a caccia di
nuovi clienti. Questo io ritengo non sia mai stato fatto in maniera adeguata e questa è una delle principali ragioni per
cui da qualche tempo, si assiste a un continuo calo di presenze e ora, con
l’avvicinarsi della Pasqua, non sono pochi gli albergatori grandi e meno grandi
che vedono il registro del booking
desolatamente vuoto di prenotazioni.
Non tutto si può addebitare alla
crisi, molte delle responsabilità sono da attribuire alla negligenza di chi ha
amministrato gongolandosi sugli allori passati, non comprendendo l’importanza
di mantenere aggiornata l’offerta adeguandola ai nuovi standard, a volte si fa
prima a fare beneficienza con i soldi altrui che faticare a costruire un metodo
adeguato ad affrontare le nuove sfide che la società ci riserva costantemente. Una
volta si andava al WTM – Il World Travel Market di Londra, lancia in resta con
la sponsorizzazione delle Banche locali, dell’Assessorato al Turismo e degli
Albergatori , e oggi ??? Solo il Comune
con grande sforzo e prova di volontà può farcela.
Questo non è disfattismo, come
qualcuno sarebbe pronto a giudicare, ma un ennesimo grido d’allarme perché chi
ha le redini della città, anziché preoccuparsi di un “non” problema come le
registrazioni dei Consigli comunali,
benefit conquistato e ormai irrinunciabile per i cittadini in ossequio alla
necessità di trasparenza amministrativa
e dell’informazione politica, prenda piuttosto atto di questa ineluttabile
necessità di adeguamento delle strategie sul Turismo, provvedendo al più presto
a prendere le contromisure necessarie, perché se un tempo la nostra città
arrivava nel pienone agostale a 70 / 80 mila presenze, che oggi si sono
notevolmente ridotte, sono certo non sarebbe difficile, con una spesa in fondo
sostenibile ed una indispensabile analisi mirata sui periodi più comuni in cui
gli stranieri scelgono di fare vacanza dato che hanno l’abitudine di spalmarle
su vari mesi dell’anno, recuperare qualche decina di migliaia di presenze
all’anno nella sola Europa, cosa che permetterebbe di evitare che alcuni
alberghi decidano di chiudere a cavallo del periodo invernale, che negozi tirino giù definitivamente la serranda, che i
lavoratori dell’indotto turistico possano trovare con maggiore facilità un
impiego, più stabile anche nel tempo, e quindi generare un circolo virtuoso,
che riporti la città al suo antico splendore, con una numerosa squadra di
giardinieri anziché installare aiuole minimaliste con finto prato e ghiaietto,
vere “ nature morte “, frutto di una provata incapacità intellettuale a
strutturare soluzioni di qualità proiettate nel futuro e non solo d’opportunità al presente.
E non si dica, al solito, che i soldi non ci sono, perché si possono
trovare …
Fabio Lucchini - già consigliere comunale - ex capogruppo
Pdl oggi
Forza Italia
Alassio, 20-03-2015

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