L'on. Sandro Biasotti durante un intervento pubblico
Genova - La prima
precisazione
è sulle telefonate intercettate, nelle quali chiedeva ai manager del
Centro fiduciario Carige se ci fossero «problemi» per lui e per i suoi
milioni, mentre le inchieste muovevano i primi passi: «Chiamai i
dirigenti poi finiti sotto inchiesta per un solo motivo: dopo le
indiscrezioni dell’ottobre 2013 sulle ispezioni di Bankitalia, temevo
che la banca non ce la facesse. Io, a quel punto, non sarei stato
tutelato poiché in caso di tracollo sono coperti soltanto coloro che
hanno somme entro i 100 mila euro». Sandro Biasotti, coordinatore
regionale di Forza Italia ed ex presidente della Regione Liguria, è
l’unico politico inserito nell’elenco degli 86 vip i cui fascicoli
furono nascosti dai funzionari di Cf - divisione Carige destinata alle
operazioni riservate - agli ispettori della Banca centrale. Non è
indagato, ma la Finanza ha avviato accertamenti fiscali su di lui e gli
altri clienti per capire perché proprio quelle posizioni furono imboscate.
Biasotti, per quale ragione il suo fascicolo fu tolto dall’archivio cui potevano accedere i controllori?
«Non
ne ho idea. Io ho sempre rispettato le regole ed eseguito operazioni
lineari, non avevo e non ho nessun motivo di preoccupazione per i miei
conti, tantomeno ho mai chiesto a qualcuno di nascondere qualcosa.
Soprattutto: sentivo il capo di Centro fiduciario (Antonio Cipollina,
fedelissimo dell’ex presidente Carige Giovanni Berneschi e arrestato nel
luglio 2014, ndr)
sì e no una volta ogni due anni. E ripeto: è chiaro che mi allarmassi
davanti a notizie inquietanti sulla banca nella quale avevo investito
tutto. Poi certo, avendo un ruolo pubblico ero preoccupato pure per
l’immagine».
Domanda secca: quanti soldi aveva investito in Cf, quando, da dove provenivano?
«I
depositi a nome mio e dei miei parenti risalgono al 1998, anno in cui
cedetti le aziende di trasporti e logistica della mia famiglia ad Aldo
Spinelli, per 53 miliardi di lire, sui quali pagai ovviamente imposte
elevate. Mi permetto di circoscrivere la cifra poiché lo stesso
Spinelli l’ha rivelata in più occasioni. Sono orgoglioso per aver
ereditato da mio padre una piccola società di trasporti e averla ceduta,
dopo trent’anni di lavoro, a un imprenditore che l’ha ulteriormente
sviluppata».
Perché sceglieste proprio il Centro fiduciario di Carige?
«Banca Carige era stata l’advisor
dei quell’operazione, e quindi ci rivolgemmo a un loro dipartimento.
Attenzione: a quei tempi, e parliamo di 17 anni fa, la Cassa di
risparmio non aveva un ramo di private banking
com’è stato poi Banca Cesare Ponti. Per noi Centro fiduciario
rappresentava principalmente un bacino d’investimenti, non una
schermatura. È un punto per me fondamentale, perché a seguito delle
indagini giudiziarie si accosta sempre il nome di Cf a pratiche ambigue,
ma per noi non era così. Senza dimenticare che avevamo rapporti anche
con altri istituti».
Nulla
di strano, se un “big” della politica regionale movimenta i propri
soldi attraverso una società che, specie negli ultimi anni, ha fatto
della riservatezza il principale caposaldo?
«Dai
depositi di Centro fiduciario, a partire dal ‘98, ho soltanto
prelevato somme, senza mai versare. E le ho usate tutte per la mia
attività imprenditoriale: anziché vivere di rendita, come fanno tanti
genovesi peraltro rispettabili, ho reinvestito in un’attività di
concessionari d’auto con cui ho dato la possibilità di lavorare ad altre
25 persone».
E i soldi per pagare le campagne politiche?
«Centinaia di migliaia di euro miei, per i quali ho acceso un mutuo dedicato sempre in Carige, che sto lentamente restituendo».
La
Finanza e Bankitalia stanno passando al setaccio le posizioni degli 86
clienti superprotetti da Cf, per verificare eventuali evasioni fiscali o
riciclaggio.
«Ribadisco:
nulla da temere. Immagino che, data la mia figura pubblica, sia gli
ispettori della Banca d’Italia, sia la Finanza, sia i magistrati,
abbiano accuratamente vagliato le mie posizioni, senza mai interpellarmi
o indagarmi. Il che certifica la mia correttezza».
Ultima precisazione: ci sono anche operazioni di scudo fiscale, fra quelle eseguite attraverso Centro fiduciario?
«Su
questo non posso rispondere, dovendo tutelare la privacy dei miei
familiari. Ogni movimentazione è stata comunque svolta sempre nella
massima regolarità».
Da www.ilSecoloxix.it del 24 Giugno 2015
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