Genova - Regione, stretta di mano diplomatica nel giorno d'inizio della 10° legislatura,
tra il presidente della Regione Liguria Giovanni TOTI e la capogruppo del Pd in Consiglio regionale Raffaella Paita che ha perso le ultime Elezioni regionali 2015 e ora guiderà l'Opposizione di centro-sinistra ma non i " Grillini "
Genova - È iniziata la decima legislatura della Regione Liguria con
la riunione del primo consiglio regionale del nuovo presidente Giovanni
Toti. Dopo 10 anni torna il centrodestra al governo della Regione: è
la seconda legislatura targata centrodestra, in precedenza a guidare il
governo regionale era stato Sandro Biasotti, attuale onorevole di Forza
Italia.
Il leghista Francesco Bruzzone è stato eletto presidente del consiglio regionale della Liguria, mentre Pippo Rossetti (Pd) è stato eletto vicepresidente.
Lo ha sancito il voto dell’assemblea. Per Bruzzone 16 voti a favore
(centrodestra compatto, aveva a disposizione 16 voti), per Rossetti
nove, tutti i consiglieri del Pd più il voto del consigliere di Rete a
Sinistra Gianni Pastorino. Per Alice Salvatore (M5S) sei i voti dei
consiglieri pentastellati.
Il consigliere regionale di Forza Italia
Claudio Muzio è stato eletto segretario dell’Ufficio di
presidenza della Regione Liguria. Muzio ha ottenuto 16 voti a favore,
Alice Salvatore (M5S) ha ottenuto 6 voti, 9 le schede bianche. L’ufficio
di presidenza risulta così composto da Francesco Bruzzone, Pippo
Rossetti e Claudio Muzio.
Bruzzone apre all’ingresso del M5S nell’Ufficio di Presidenza
Il nuovo presidente dell’assemblea Francesco Bruzzone apre
all’ingresso del M5S nell’Ufficio di presidenza della Regione. I
“grillini” sono rimasti esclusi stamani a seguito del voto della prima
assemblea della decima legislatura.
«Questa è la legislatura che porta ai 50 anni della Regione»,
sottolinea Bruzzone ricordando «il ruolo importante delle minoranze, la
riduzione delle commissioni e dei membri dell’Ufficio di presidenza
(passati da 5 a 3). Una parte importante della minoranza (M5S) è rimasta
fuori, quindi dovremo in ogni modo coinvolgerla, così come nella
stesura degli ordini del giorno che determinano l’agenda dei lavori del
consiglio».
La capogruppo Pd Raffaella Paita si è detta d’accordo
all’apertura di Bruzzone verso i M5S sottolineando però che «deve
avvenire con piena corresponsabilità perché nella passata legislatura
l’Ufficio di presidenza ha avuto un ruolo delicato», riferendosi al
controllo delle spese dei gruppi che ha portato agli avvisi di garanzia
per le cosiddette “spese pazze”, ruolo che ora però non gli compete più.
«L’apertura la facciamo con una modifica dello Statuto per
assunzioni piene di onori e oneri da parte di tutti», ha osservato.
Bruzzone ha anche ventilato «il cambiamento dei numero dei componenti
della Giunta regionale». «Il mio obiettivo sarà quello di arrivare fra 5
anni al termine della legislatura in modo che non ci sia solo la metà
dei liguri che va a votare. Ogni consigliere regionale deve interessare i
cittadini alle istituzioni, nell’interesse di tutti, della democrazia,
perché possiamo fare tanto per la nostra Regione».
La consigliera M5S Alice Salvatore spiega che «è auspicabile la
piena rappresentanza nell’Ufficio di presidenza, sarebbe stato meglio se
ci fossimo stati noi, con i voti che abbiamo preso, mentre il Pd non
merita di esserci. Siamo contenti della presa di coscienza di Bruzzone
che rispetta la democrazia nel Consiglio».

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