Quei porporati che si oppongono all’Unione europea
La Chiesa cattolica non è animata solo da chi, tra gli
ecclesiastici, promuove volentieri l’accoglienza dei migranti a tutti i
costi, la fine dello Stato nazionale, la bontà della cessione di quote
di sovranità e la necessità di processi sinodali, ma di tipo politico.
L’europeismo non abita in tutte le sagrestie. Papa Francesco e le alte gerarchie vaticane pensano che la dottrina politica sovranista sia pericolosa. L’unico populismo possibile – ha sostenuto di recente il vescovo di Roma – è quello cristiano. E l’Unione europea
finisce per ricoprire il ruolo di alleato naturale della Santa Sede, in
quanto contraltare della “mentalità chiusa”. Il ripristino dei confini
trova la contrarietà del Santo Padre. Dei rischi comportati dal
leaderismo secondo la visione cattolica progressista è quasi inutile
parlare. Ma – si accennava – c’è pure chi fa una diagnosi differente.
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