venerdì 13 dicembre 2019

Il flop di Conte sul Mes

Giuseppe Conte arriva all’Eurosummit a Bruxelles con ben poche certezze: sia dal punto di vista interno che internazionale. Il Movimento Cinque Stelle è in piena fase di ribellione per la riforma del Mes, e i partiti d’opposizione sono sul piede di guerra, con Lega e Fratelli d’Italia che agitano lo spettro del “tradimento” e che cavalcano l’ondata di protesta verso una riforma di cui solo ora si iniziano a conoscere tutti gli ingranaggi.

Il premier è sulla graticola. Sa perfettamente che la situazione politica è incandescente e sa anche che sul Mes e sulla sua riforma si gioca tantissimo. Il Movimento che l’ha prescelto come premier è in continua emorragia di consensi e di rappresentanti in parlamento, le opposizioni sono in crescita e marciano compatte. E Conte adesso ha solo un vero alleato sulla riforma del Mes: il Partito democratico, che, come sempre, conferma la sua linea pienamente europeista. Una condizione di difficoltà estrema in cui è chiaro che Conte si veda scivolare il trono di Palazzo Chigi proprio a causa di quelle trattative con l’Europa accusate di essere state realizzate nel pieno silenzio e senza rispettare il mandato di Carroccio e M5s.

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