Il flop di Conte sul Mes
Giuseppe Conte arriva all’Eurosummit a Bruxelles con
ben poche certezze: sia dal punto di vista interno che internazionale.
Il Movimento Cinque Stelle è in piena fase di ribellione per la riforma
del Mes, e i partiti d’opposizione sono sul piede di guerra, con Lega e
Fratelli d’Italia che agitano lo spettro del “tradimento” e che
cavalcano l’ondata di protesta verso una riforma di cui solo ora si
iniziano a conoscere tutti gli ingranaggi.
Il premier è sulla graticola. Sa perfettamente che la situazione
politica è incandescente e sa anche che sul Mes e sulla sua riforma si
gioca tantissimo. Il Movimento che l’ha prescelto come premier è in
continua emorragia di consensi e di rappresentanti in parlamento, le
opposizioni sono in crescita e marciano compatte. E Conte adesso ha solo
un vero alleato sulla riforma del Mes: il Partito democratico, che,
come sempre, conferma la sua linea pienamente europeista. Una condizione
di difficoltà estrema in cui è chiaro che Conte si veda scivolare il
trono di Palazzo Chigi proprio a causa di quelle trattative con l’Europa
accusate di essere state realizzate nel pieno silenzio e senza
rispettare il mandato di Carroccio e M5s.
Nessun commento:
Posta un commento