sabato 7 dicembre 2019

Il governo cadrà sulla web tax?

La lista dei problemi di Giuseppe Conte si allunga sempre di più. Il premier, e con lui il precario governo giallorosso, deve affrontare questioni assai delicate, come il futuro dell’ex Ilva di Taranto, il salvataggio Alitalia e la difesa degli operai della Whirlpool. Ma non è finita qui, perché accanto ai problemi economici e sociali non mancano numerosi nodi politici: da una manovra 2020 che ha già spaccato la maggioranza alla diatriba sul Mes, dal rischio di uno sgambetto da parte di Renzi allo spauracchio delle elezioni anticipate.

Il quadro, di per sé già abbastanza traumatico, potrebbe incupirsi ulteriormente per colpa di Donald Trump, pronto a imporre dazi pesantissimi sull’Europa, Italia compresa. Chi frequenta le stanze della Casa Bianca ha parlato di un Trump letteralmente furioso per come si stanno mettendo le cose con gli alleati del Vecchio Continente. Il punto di rottura, o meglio la goccia che ha fatto traboccare il vaso – già colmo di tante piccole goccioline – è la cosiddetta web tax che Bruxelles sogna di estendere in tutto il Vecchio continente. La tassa sulle multinazionali di Internet punta a colpire i giganti della rete, gli stessi che fin qui hanno saputo approfittare al meglio di un sistema di tassazione vantaggioso con la compiacenza di numerosi Paesi membri dell’Ue. Inutile nascondersi dietro un dito: i bersagli della misura sono i “Gafa”, cioè i colossi americani del calibro di Google, Amazon, Facebook e Apple.

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