La Francia scopre di avere un debito pubblico alle stelle
La Francia nell’ultimo trimestre del 2019 supererà la soglia psicologica del 100% del debito pubblico
relazionato al Pil del Paese. Mentre il ministero dell’Economia
assicura che tale dato è statico e raffigura i saldi francesi al 31
dicembre, il senatore dell’opposizione Bruno Retailleau è preoccupato
per la “deriva pericolosa” dei conti della Francia.
Una pura questione di calcolo
Sempre secondo quanto espresso dai portavoce del ministero francese,
il debito pubblico reale si attesta al di sotto del dato rilevato, in
virtù dell’annuale ridiscussione dei prestiti e dei titoli di stato. Il
saldo al 31 dicembre soffre del pagamento delle cedole, mentre i rinnovi
ancora non sono stati portati a compimento. Sebbene l’osservazione sia
corretta, è doveroso sottolineare come ogni anno tale dato incrementi,
in netta controtendenza rispetto alle volontà di Emmanuel Macron.
Dopo la campagna elettorale e l’insediamento, l’obiettivo di En Marche
consisteva nella riduzione del debito pubblico di almeno cinque punti
percentuali entro il 2022. Allo stato attuale spingersi oltre l’1% e
soltanto in presenza di una ripresa economica nel prossimo anno sembra
il migliore dei risultati possibili. Il tutto mentre si attendono sempre
i dati relativi agli impatti nel 2020 degli scioperi che hanno interessato l’ultimo mese del 2019 e che potranno pro-iterarsi anche a gennaio del prossimo anno, peggiorando ulteriormente le stime di crescita.
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