Russiagate, rapporto Horowitz: “Cattiva condotta dell’Fbi ma nessuna cospirazione”
La pubblicazione del rapporto dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Michael Horowtiz,
che ha condotto l’indagine incentrata sul presunto controllo della
campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016 e sul possibile abuso
del Foreign Intelligence Surveillance Act da parte di Barack Obama ai
danni dell’ex consigliere della campagna di Trump, Carter Page, conferma
le indiscrezioni dei giorni scorsi: nelle sue conclusioni, Horowitz
critica la gestione da parte dell’Fbi delle intercettazioni telefoniche
nelle prime fasi delle indagini sul Russiagate, ma esonera il bureau
dall’accusa di cospirazione.
Come spiega il New York Times,
gli investigatori non hanno riscontrato alcuna prova di un possibile
pregiudizio politico da parte del bureau, come confermerebbe il rapporto
di 434 pagine diffuso oggi. Secondo il rapporto di Horowitz, l’Fbi
aveva prove sufficienti a luglio 2016 per aprire legalmente le indagini
con l’operazione Crossfire Hurricane e l’uso di informatori avrebbe seguito le procedure del bureau. Tuttavia, spiega il New York Times,
Horowitz ha anche scoperto “disfunzioni sostanziali”, disattenzioni e
“gravi errori” oltre al fatto che un avvocato del bureau ha modificato
un documento pur di applicare il mandato Fisa a Carter Page.
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