David Quammen aveva previsto tutto. Nel suo Spillover, pubblicato in Italia da Adelphi, lo scrittore americano aveva analizzato la possibilità che un nuovo virus potesse sconvolgere l’assetto mondiale. Quammen aveva chiamato questa ipotesi “The Next Big One”. In molti, dopo la comparsa del Covid-19, sono corsi in libreria. Sì, se non altro perché Quammen aveva proprio circoscritto il modo tramite cui la pandemia sarebbe potuta nascere, individuando in un wet-market il luogo di origine della diffusione del contagio. Il Covid-19, purtroppo, è già una realtà. Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro? Di questo e di altro abbiamo dibattuto con il giornalista scientifico statunitense, che ci ha concesso questa intervista.
Lei in Spillover ha pronosticato la “Next Big One”. Come ha fatto?
Io non posso prevedere il futuro ma, dieci anni fa, mentre facevo
delle ricerche sullo spillover, ho ascoltato un gruppo di scienziati che
stavano studiando questa materia in maniera certosina. Gli scienziati
andavano nei campi per studiare i virus degli animali. Il fine era
comprendere se e come l’uomo sarebbe stato contagiato. Ho domandato agli
scienziati se ci sarebbe stata una “Next Big One”. E loro mi hanno
risposto di sì. Quindi ho chiesto che aspetto avrebbe avuto. Gli
scienziati mi hanno riposto in modo tale che io potessi scrivere quello
che ho scritto nel mio libro, ossia che sì, una pandemia ci sarebbe
stata e che la pandemia sarebbe stata procurata da un virus.
Si è posto altre domande in quella circostanza?
Poi mi sono domandato da dove sarebbe arrivato questo virus.
Arriverà da un animale, mi sono detto. Ma di che tipo? Da un animale
selvaggio e, con buone probabilità, da un pipistrello. E ancora: che
tipo di virus sarà? Un tipo in grado di svilupparsi con grande velocità.
Lo stesso tipo che riesce ad adattarsi a nuovi ospiti per provocare una
sindrome da coronavirus. Ma c’era ancora un altro quesito da porsi:
dove sarebbe potuto avvenire il primo spillover? Esistono parti del
mondo in cui le persone entrano in contatto con animali selvatici. Anche
qui valeva la pena fare un esempio: un wet-market, un posto dove la
vita selvaggia è in vendita ed è viva. Un luogo, insomma, dove la vita
selvatica è vicina a quella domestica e dove la vita selvatica è vicina
ad altri cibi. C’era un ultimo quesito: dove sarebbe potuto succedere,
allora, qualcosa del genere? In Cina, per esempio. Questo è quello che
ho ascoltato e che ho scritto nel mio libro.
Visto che buona parte dei salti di specie provengono dai
pipistrelli, l’uomo deve temere questi animali? Dai pipistrelli
dipendono l’Ebola, la Sars, il Covid-19…
I pipistrelli sono i portatori di un gran numero di pericolosi
virus. Noi li chiamiamo “animali ospiti”, vale a dire animali in cui il
virus vive per un lungo periodo di tempo, senza che però gli animali si
ammalino. Il virus rimane invisibile per un lungo periodo di tempo negli
animali ospiti. Per cui no, l’umanità non dovrebbe avere paura dei
pipistrelli. Non sono i pipistrelli che vengono a disturbare noi, ma
siamo noi che andiamo a disturbare loro. Se noi li avessimo lasciati in
pace, il virus sarebbe rimasto dentro di loro. Quando noi entriamo nelle
foreste, nelle caverne, catturando ed uccidendo i pipistrelli, ci
esponiamo ai virus. I pipistrelli sono delle creature meravigliose. Loro
rappresentano un grande valore per l’ecosistema, appartengono al mondo
naturale e tutto ciò che dobbiamo fare è lasciarli in pace.
Molti sostengono che il nuovo coronavirus sia nato nel
mercato esotico degli animali di Wuhan. Dove pensa che sia nato il
Covid-19?
La domanda è interessante. Tutti hanno iniziato a convincersi che
la pandemia ha avuto inizio nel mercato del pesce di Wuhan. Ma in quel
mercato si vende anche altro oltre al pesce: in quel mercato, si vendono
animali selvatici e domestici. Questo, almeno, è quello che accadeva
nel mercato di Wuhan sino allo scorso dicembre. La ragione per cui le
persone hanno individuato nel mercato di Wuhan il principio della
pandemia è semplice: nel mese di gennaio, è stato pubblicato un articolo
scientifico che trattava dei primi quarantuno casi di Covid-19. Poiché
molti di quei casi avevano avuto origine proprio nel mercato del pesce
di Wuhan, le persone hanno pensato a quel mercato come al luogo in cui
si era scatenata la pandemia. Un tizio, rivedendo quell’articolo, si è
reso conto di come i casi provenienti da Wuhan fossero molti, ma non
fossero tutti.
Quindi?
Quindi ci si è chiesti: dove sono state contagiate le altre
persone? Parliamo di 14 casi, tra quelli originari, che possono essere
collocati nel mese di dicembre, ma che non avevano avuto alcun contatto
con il mercato del pesce di Wuhan. Tra questi casi – quelli che non
avevano avuto contatti col mercato di Wuhan – , va incluso il primo caso
di Covid-19. Come si è ammalata quella persona? Quella persona si sarà
ammalata a novembre, da qualche parte, magari nella città di Wuhan, ma
non al mercato. Questo elemento racconta che il virus stava circolando a
Wuhan già da prima. Il virus è originato dal pipistrello, ma il
contatto tra il pipistrello e l’uomo è avvenuto da un’altra parte e non
al mercato. Con ogni probabilità, qualcuno ha catturato un pipistrello
in campagna, portandolo poi nella città. Facciamo un’ipotesi: è
possibile che questo persona, magari un cacciatore, si sia recato in una
grotta e abbia catturato un pipistrello. A questo punto, colui che
chiameremo “cacciatore”, potrebbe aver portato il pipistrello in casa,
dopo averlo ingabbiato. E questo potrebbe essere avvenuto prima che il
pipistrello venisse trasportato al mercato. Il primo di dicembre la
moglie del cacciatore potrebbe essersi ammalata. La donna potrebbe non
essersi mai avvicinata al mercato e, nonostante questo, essere comunque
stata il primo caso. Ma la storia potrebbe essere molto più complicata
di così.
Richard Ebright, un ricercatore e microbiologo, ha scritto sul Washington Post
che il primo contagio potrebbe essere avvenuto in maniera accidentale.
Magari per misure di sicurezza non ottimali? C’è un dibattito
sull’origine del Covid-19. Una delle “teorie del complotto” sostiene che
il virus possa essere stato generato in un laboratorio di Wuhan. Cosa
ne pensa?
Beh, dovrebbe pubblicare un articolo scientifico con dei dati e
delle prove. Io non ho letto alcun articolo del genere. Ho letto invece
un articolo molto approfondito su Nature. Un articolo che è
stato pubblicato da cinque tra i migliori studiosi di evoluzione virale.
Questi cinque esperti hanno esaminato il genoma di questo virus ed
hanno analizzato proprio quella possibilità (l’origine in laboratorio
del Covid-19, ndr), concludendo che non è possibile. Noi ora siamo
sicuri che proviene da un pipistrello. Un particolare pipistrello che
risiede nella Cina centrale. Se non perché il genoma corrisponde. Le
rivendicazioni secondo cui il virus avrebbe avuto origine da un
pangolino e quelle secondo cui il virus sarebbe venuto fuori da
laboratorio non sono supportate dai dati. E a me importa dei dati.
Dobbiamo attenderci altre pandemie?
Noi siamo nella condizione di poterci attendere altri spillover. Fin
quando l’umanità sarà così numerosa su questo pianeta, fino a che il
genere umano sarà così assetato di prodotti del mondo naturale, tanto
relativi alla carne quanto alle varie forme di energia, e fino a quando
queste circostanze persisteranno, ci saranno sempre dei salti di specie
dai virus agli esseri umani. Lo spillover può portare ad un contagio.
Noi dovremmo essere capaci di fermare questo fenomeno. Se già facessimo
quello che possiamo, sarebbe possibile evitare che il prossimo contagio
si trasformi in una epidemia all’interno di una cittadina o in una
pandemia globale. Altri salti di specie sono inevitabili. E questo
dipende anche dal fatto che siamo quasi 8 miliardi di persone.
Cosa ne pensa del tasso di mortalità del Covid-19 in Italia e nello specifico in Lombardia?
Non lo so, è terribile. Qualcosa di tragico sta accadendo in
Italia. Io penso che l’unica spiegazione sia questa: il sistema
sanitario lombardo è stato sovraccaricato con casi su casi. In questo
modo, non è stato possibile somministrare cure a tutte le persone che ne
avevano bisogno. Dunque sono morte più persone del dovuto.
Crede che ci siano altri virus in giro di cui avere paura?
Sì. Il Covid-19 era conosciuto già da cinque anni. Gli scienziati
che lo hanno trovato nei pipistrelli erano certi di come contro questo
virus fosse necessaria una preparazione in grado di opporsi ad una
pandemia. Gli scienziati cinesi lo hanno detto tre anni fa. Quindi è
davvero possibile fare delle immersioni “into the Wild”. Così come è
possibile fare delle ricerche sugli animali. Ricerche che possono essere
molto pericolose. Gli scienziati sono all’opera e stanno scoprendo come
questo non sia il solo virus presente. Esistono altri virus che
potrebbero essere pericolosi. Abbiamo bisogno di supportare la ricerca. A
differenza di come è accaduto nelle circostanze del Covid-19, è
necessario che i nostri leader si muovano in base alle informazioni che
hanno. Quindi sì, esistono altri virus là fuori. Abbiamo bisogno di
sapere dove sono, quali sono i loro genoma e abbiamo bisogno di sapere
pure come ci dobbiamo comportare dinanzi ad un eventuale spillover.
Lei conosce molti medici esperti del settore. Qualcuno è stato in grado di rivelarle quando usciremo da questa situazione?
Nessuno è stato in grado di dirci veramente quando tutto questo
finirà. Si tratta di una previsione molto difficile. Predire quello che
farà il virus non è semplice, Così come è davvero complesso prevedere
quale sarà il comportamento umano. Alla stessa maniera, non è possibile
pronosticare il comportamento politico. Dunque è possibile che il
Covid-19 vada in giro per il mondo ad infettare una grande porzione
della popolazione umana, uccidendo con un tasso di mortalità pari al 2% o
al 3% o, in alcuni casi, peggio, come sta avvenendo in Italia. Il
Covid-19 potrebbe persistere per mesi e mesi. C’è la possibilità di un
vaccino, che probabilmente sarà a nostra disposizione tra nove mesi – un
anno. Il vaccino ci aiuterà di sicuro. Posso tuttavia affermare che la
pandemia si arresterà nel corso dei prossimi due mesi? Nel corso dei
prossimi quattro? No, non posso. Forse. E lo spero per l’Italia. È molto
triste quello che sta accadendo da voi.
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