Franzini: "Ozonoterapia precoce efficace su Covid e non intasa ospedali"
L’ossigeno ozono terapia è una pratica medica utilizzata da anni in
Italia e nel mondo per curare diverse patologie ma ora sembra essere di
particolare attualità, dopo che il primo deputato risultato positivo al coronavirus, Claudio Pedrazzini, è guarito grazie ad essa. L’Adnkronos ha intervistato il presidente della Società Italiana Ossigeno Ozono Terapia (Sioot international) Marianno Franzini,
che vive ed opera nell’epicentro del focolaio, a Bergamo, per capire le
ragioni dell’efficacia di questa pratica medica, tanto più che secondo
il professore, se praticata sul paziente ai primi sintomi, potrebbe evitare l’intasamento degli ospedali e arginare le severe complicazioni del Covid 19 su polmoni e sistema circolatorio.
“Premetto che l’idea che ho avuto per primo, con l’apporto della Società Scientifica di Ossigeno Ozono Terapia (Sioot), riconosciuta dal Ministero della Salute,
è dovuta proprio alla conoscenza dei punti forti dell’Ossigeno Ozono
Terapia. Primo - spiega il professore – l’ossigeno ozono terapia
migliora l’attività immunitaria, aumentando il rilascio di citochine
immunoattive. Attualmente le citochine sostengono linfociti e macrofagi
costituenti fondamentali della barriera primaria di difesa. Secondo,
migliora l’attività antivirale perché l’ozono determina la
perossidazione lipidica del capside causata dall’esposizione all’ozono.
Terzo, migliora la saturazione dell’Ossigeno (circola quindi più
ossigeno nel sangue, ndr). Quarto, ha un’attività antitrombotica,
largamente descritta in letteratura”.
In questo momento l’ossigenoterapia viene utilizzata anche a livello
sperimentale negli ospedali italiani? “Attualmente il protocollo
elaborato da Sioot viene utilizzato in 16 ospedali italiani come pratica
medica e abbiamo pubblicato di recente i risultati in 2 step su
importanti riviste scientifiche fra cui European Review for Medical and
Pharmacological Sciences”. E allora perché non si è fatto subito ricorso
all’ozonoterapia, appena il Covid 19 ha cominciato a diffondersi? “Il
ritardo non me lo so spiegare, anche perché esistono molte pubblicazioni
a livello mondiale che testimoniano l’efficacia dell’Ossigeno ozono
terapia. Fin dal 1993 il Ministero della Salute ne aveva riconosciuta
l’attività antivirale. E, quindi, non capisco davvero perché non sia
stata subito presa in considerazione, nonostante questa terapia sia
impiegata da oramai 40 anni e abbia dato prova di efficacia e
sicurezza”.
“Oltretutto – evidenzia il professor Franzini - i dati che abbiamo
ricavato dai 16 ospedali che stanno usando l’ossigeno ozono evidenziano
che questa terapia, se praticata in maniera precoce sugli ammalati
positivi, è in grado di contrastare il coronavirus, che come si è
riscontrato non è particolarmente resistente all’ozono, ed impedire così
che si determinino tutti i gravi effetti collaterali che l’azione del
virus provoca sull’organismo attaccando polmoni e microcircolazione.
Attraverso una immediata cura a domicilio, inoltre, si potrebbe evitare
l’intasamento degli ospedali".
"L’ossigeno ozono terapia, quindi, potrebbe rendere il coronavirus
una malattia ‘normale’ da trattare a casa – sottolinea ancora il
professore - permettendo a tutti di riprendere più velocemente le
normali attività lavorative e di vita quotidiana”.
Ma ci sono state resistenze da parte del mondo accademico? “Sarò
ingenuo ma non mi sono mai accorto di resistenze, anzi devo dire che
quando ne parlo con i colleghi tutti vi aderiscono con prontezza. Dal punto di vista economico poi - osserva il presidente della Sioot International - non andiamo a ledere nessuno, in quanto l’ozono ossigeno terapia può essere erogato assieme alle cure convenzionali; anzi aiuta la prassi farmacologica ad essere più efficace”.
(di Veronica Marino)
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