giovedì 2 aprile 2020

La partita di Macron da 1300 miliardi

Emmanuel Macron entra a gamba tesa nel dibattito per il futuro assetto politico dell’Unione Europea in risposta all’emergenza coronavirus e propone un vero e proprio “all-in”: aggiungere ai 750 miliardi di euro di risorse messi in campo dalla Bce un piano di stimolo economico europeo da 550 miliardi destinato a modularsi in diverse fasi con strumenti eterogenei, così da dare il necessario volano alle politiche di stimolo messe in campo dagli Stati nazionali, che per attori come la Germania e la stessa Francia hanno già raggiunto cifre da capogiro.

Macron, per necessità politiche e strategiche, sulla risposta europea alla crisi ha rotto il fronte con Angela Merkel e solidarizzato con Giuseppe Conte e Pedro Sanchez. L’asse mediterraneo Italia-Francia-Spagna mira a scalfire l’Europa del rigore e a proporre risposte concordate a tutto campo. Il piano di Macron, in tal senso è chiaro: proporre l’introduzione di un “Fondo speciale finanziato dai governi che poi tramite i Coronabond moltiplicherà la sua potenza di fuoco sui mercati.”, sottolinea Repubblica. “Uno strumento dedicato a tirar fuori il Continente dalla recessione da pandemia, con una durata limitata a cinque o dieci anni. Un modo per convincere Merkel, Rutte e Kurz che non si tratta della blasfema condivisione dei debiti, ma di un meccanismo comune una tantum”. Si rilegge, in versione economica, un eco della dottrina politica francese dell’utilizzo dell’Europa come moltiplicatore di potenza. E traspare la certezza nella consapevolezza che misure come l’indennità anti-disoccupazione Sure possano essere un serio punto di partenza per tirare l’Europa fuori dalle secche solo se adeguatamente supportate.

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