L’Olanda predatrice d’Europa. Ecco quanti soldi ci “ruba”
Fermezza assoluta, niente flessibilità nemmeno dinnanzi ad una sciagura quale quella dell’emergenza causata dal coronavirus
e atteggiamento di Paese che, in casa propria, non spreca soldi e fa
per bene i propri compiti. È stata questa l’immagine data dai Paesi Bassi in questi giorni, con il ministro delle finanze Wopke Hoekstra che è salito alla ribalta della cronaca proponendosi come “campione indiscusso” del rigore.
Nessuno strappo alla regola, nessuna flessibilità, nessuna concessione
nemmeno di fronte al disastro economico legato al Covid-19. Niente di
tutto questo: i Paesi Bassi non hanno voluto che “dal sud” arrivassero
proposte volte a cambiare le regole di bilancio. E questo, è bene
precisarlo per dovere di cronaca, nonostante una parte della stampa
olandese ha fatto notare che, tutto sommato, se dovesse crollare il sud
crollerebbe anche il nord. Ma da L’Aja nessun ripensamento, nemmeno
durante l’Eurogruppo di giovedì sera. Ma al loro
interno, gli olandesi sono così rigidi rispetto all’etica dei bilanci?
O, per meglio dire, esiste un senso di etica finanziaria nei Paesi
Bassi?
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