sabato 11 aprile 2020

L’Olanda predatrice d’Europa. ​Ecco quanti soldi ci “ruba”

Fermezza assoluta, niente flessibilità nemmeno dinnanzi ad una sciagura quale quella dell’emergenza causata dal coronavirus e atteggiamento di Paese che, in casa propria, non spreca soldi e fa per bene i propri compiti. È stata questa l’immagine data dai Paesi Bassi in questi giorni, con il ministro delle finanze Wopke Hoekstra che è salito alla ribalta della cronaca proponendosi come “campione indiscusso” del rigore. Nessuno strappo alla regola, nessuna flessibilità, nessuna concessione nemmeno di fronte al disastro economico legato al Covid-19. Niente di tutto questo: i Paesi Bassi non hanno voluto che “dal sud” arrivassero proposte volte a cambiare le regole di bilancio. E questo, è bene precisarlo per dovere di cronaca, nonostante una parte della stampa olandese ha fatto notare che, tutto sommato, se dovesse crollare il sud crollerebbe anche il nord. Ma da L’Aja nessun ripensamento, nemmeno durante l’Eurogruppo di giovedì sera. Ma al loro interno, gli olandesi sono così rigidi rispetto all’etica dei bilanci? O, per meglio dire, esiste un senso di etica finanziaria nei Paesi Bassi?

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