Perché Silvia Romano si è convertita
Era un pomeriggio di maggio di cinque anni fa e il sole martellava
Milano. La casa di Massimo Fini era inondata di luce e, seduto sul
divano rosso del giornalista, facevo salire nuvole di fumo verso il
soffitto. Dovevo intervistarlo per Isis segreto, il libro che
stavo scrivendo insieme ad Andrea Indini, per cercare di comprendere
come mai tanti giovani – le stime ufficiali parlano di oltre 30mila
persone – decidessero di abbandonare tutto per raggiungere lo Stato
islamico. In quell’occasione Fini diede una risposta che mi colpì:
l’Occidente non offre valori perché, dopo il Sessantotto, si è svuotato.
Chi cerca un ideale forte in cui credere (e a volte, nelle sue versioni
più deviate, morire) lo trova nell’islam.
Oggi, in un’intervista esclusiva a Repubblica, Ali Dehere, portavoce di Al Shabaab, fa sapere che Silvia Romano si è convertita senza alcune costrizioni, “perché ha sicuramente visto con i suoi occhi un mondo migliore di
quello che conosceva in precedenza”. E ancora: “Da quanto mi risulta
Silvia Romano ha scelto l’Islam perché ha capito il valore della nostra
religione dopo aver letto il Corano e pregato”. Quello che è successo in
questi 18 mesi nel cuore di Silvia è davvero quello che suggerisce
Dehere? O forse, anche solo a causa della paura e dello smarrimento, la
giovane è stata in qualche modo plagiata? La conversione è quanto di più
intimo possibile e, ovviamente, solo la Romano sa quali siano i motivi
che l’hanno portata ad abbracciare l’islam.
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