martedì 12 maggio 2020

Perché Silvia Romano si è convertita

Era un pomeriggio di maggio di cinque anni fa e il sole martellava Milano. La casa di Massimo Fini era inondata di luce e, seduto sul divano rosso del giornalista, facevo salire nuvole di fumo verso il soffitto. Dovevo intervistarlo per Isis segreto, il libro che stavo scrivendo insieme ad Andrea Indini, per cercare di comprendere come mai tanti giovani – le stime ufficiali parlano di oltre 30mila persone – decidessero di abbandonare tutto per raggiungere lo Stato islamico. In quell’occasione Fini diede una risposta che mi colpì: l’Occidente non offre valori perché, dopo il Sessantotto, si è svuotato. Chi cerca un ideale forte in cui credere (e a volte, nelle sue versioni più deviate, morire) lo trova nell’islam.

Oggi, in un’intervista esclusiva a Repubblica, Ali Dehere, portavoce di Al Shabaab, fa sapere che Silvia Romano si è convertita senza alcune costrizioni, “perché ha sicuramente visto con i suoi occhi un mondo migliore di quello che conosceva in precedenza”. E ancora: “Da quanto mi risulta Silvia Romano ha scelto l’Islam perché ha capito il valore della nostra religione dopo aver letto il Corano e pregato”. Quello che è successo in questi 18 mesi nel cuore di Silvia è davvero quello che suggerisce Dehere? O forse, anche solo a causa della paura e dello smarrimento, la giovane è stata in qualche modo plagiata? La conversione è quanto di più intimo possibile e, ovviamente, solo la Romano sa quali siano i motivi che l’hanno portata ad abbracciare l’islam.

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