domenica 28 giugno 2020

Ancora in volo i caccia russi per intercettare gli aerei spia americani

Il ministero della Difesa russo ha rilasciato un video in cui due velivoli statunitensi da ricognizione marittima ed elettronica sono stati intercettati dalla Vks (Vozdushno-Kosmicheskiye Sily le Forze Aerospaziali Russe) mentre erano in volo nello spazio aereo internazionale nella regione del Mar Nero.

Il decollo su allarme (in gergo scramble) dei caccia russi molto probabilmente al 26 giugno: nel video si vede distintamente un pattugliatore marittimo P-8A Poseidon e un aereo da ricognizione elettronica RC-135W Rivet Joint mentre viene rifornito in volo da un’aerocisterna KC-135.

Da quello che sappiamo in quello stesso giorno, sempre nei cieli del Mar Nero che circondano la penisola di Crimea, era in volo anche un altro velivolo Usa: un drone da ricognizione RQ-4A Global Hawk che ha effettuato una lunga crociera circumnavigando la penisola e arrivando quasi sino alla zona di mare antistante la Georgia, quindi passando davanti al porto e base navale russa di Novorossijsk.

Secondo le fonti russe caccia tipo Sukhoi Su-30SM hanno scortato i due pattugliatori lungo tutta la loro rotta.

Il video diffuso da Mosca ci permette di dare uno sguardo più da vicino a un velivolo molto interessante e poco noto ai più: l’RC-135W fa parte di una numerosa famiglia di aerei spia derivati dal C-135, ovvero la versione militare del Boeing 707, che effettuano crociere di ricognizione elettronica lungo tutti i confini della Russia sin dai tempi della Guerra Fredda.

Proprio questo velivolo divenne noto al pubblico quando nel 1983 il volo Korean Air 007 venne abbattuto “per errore” da un caccia intercettore sovietico (un Sukhoi Su-15TM Flagon) che decollò su allarme convinto di intercettare un RC-135 che aveva sconfinato nei cieli sopra la penisola di Kamcatka.

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