martedì 16 giugno 2020

C’è stato un golpe in Corea del Nord?

“Sento che è il momento giusto per rompere con le autorità sudcoreane”, “intraprenderemo presto la prossima azione”, “i rifiuti vanno gettati nell’immondizia”. E ancora: bollare la Corea del Sud come un “nemico” e, al tempo stesso, annunciare il crollo dell’”inutile” ufficio di collegamento intercoreano situato nella città di confine di Kaesong.

Fino a qualche anno fa era impensabile che parole del genere uscissero dalla bocca di qualcuno che non fosse Kim Jong Un. Oggi è la sorella del leader nordcoreano, Kim Yo Jong, a guidare direttamente dalla prima fila lo smantellamento della relazione pacifica instaurata tra le due Coree nel 2018.

Poco importa se Miss Kim ha dichiarato che l’esercizio del potere le derivi dall’“autorizzazione del leader supremo”. Il suo ruolo sembrerebbe essere sempre più centrale all’interno del sistema politico della Corea del Nord. Altro che semplice capo dello staff del fratello: se in politica estera Kim Yo Jong è in grado di muoversi così liberamente, significa molto probabilmente che la donna ha raggiunto uno status che le consente di azzardare mosse rischiosissime.

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