domenica 21 giugno 2020

Conte mette in lockdown la democrazia ( di Antonio Rapisarda )

C’è una “fase”, costi quel che costi all’Italia, dalla quale Giuseppe Conte vorrebbe non uscire mai. Quella che gli permette – in un intricato gioco di precari equilibri europei, che lo vedono azionista di minoranza dell’asse franco-tedesco, e di scontro fra le “debolezze” di Pd e 5 Stelle che alimentano la sua premiership – di restare incredibilmente ancorato a Palazzo Chigi. Di restarci nonostante non abbia azzeccato una previsione, una misura, una decisione in dieci mesi di governo giallo-fucsia.

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