domenica 21 giugno 2020

Il lato oscuro della corsa al vaccino: scimmie da laboratorio introvabili

In Cina, tra i tanti effetti collaterali provocati dalla pandemia di Covid, c’è anche un enorme problema collegato alle scimmie utilizzate come cavie nei laboratori. Già, perché l’assidua ricerca al vaccino ha fatto diventare questi animali rari e costosi a causa dell’elevatissima domanda.

Basta considerare un dato per capire che cosa sta succedendo: prima che il Sars-CoV-2 facesse la sua apparizione, sul territorio cinese i macachi da laboratorio avevano un prezzo che oscillava tra i 10mila e i 20mila yuan, quindi tra i 1.200 e i 3mila euro. Adesso ogni animale vale almeno 100mila yuan.

Ricordiamo che i laboratori cinesi usano per lo più macachi rhesus e cynomolgus, entrambi allevati nelle province meridionali del Paese. La Cina, sottolineano fonti di agenzia, è uno dei più grandi produttori e fornitori di scimmie da laboratorio, tanto che l’anno scorso ne ha esportate circa 20mila e usate 18mila per la ricerca locale. “Il consumo di quest’anno è piuttosto elevato e quindi l’offerta scarseggia”, ha spiegato Liu Yunbo, presidente di Pechino HFK Bioscience, azienda fornitrice di animali da laboratorio.

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