La lettera di Putin
La Russia sta affrontando un delicatissimo momento di transizione
la cui posta in gioco, ovvero la sopravvivenza del paese, non consente
margini di errore. L’accerchiamento euroamericano prosegue senza sosta,
dall’Artico all’Ucraina, mentre gli avamposti dell’Europa orientale e dell’Asia centrale sono oggetto di crescenti pressioni. Tutto ciò accade sullo sfondo del ritorno in scena dello spettro separatista, degli attriti di fondo con la Cina, e dello scoppio delle cosiddette “guerre della memoria” (memory wars) aventi come obiettivo la riscrittura del ruolo sovietico nella seconda guerra mondiale.
È questo il contesto sensibile e conflittuale che ha convinto l’attuale presidente russo, Vladimir Putin, a mettere da parte l’idea di abbandonare la politica al termine dell’ultimo mandato e ad avallare una riforma costituzionale che potrebbe garantirgli la permanenza al potere sino al 2036.
Nessun commento:
Posta un commento