L’odio dei politicamente corretti
Me
ne sono tenuto alla larga il più possibile, tanto lo considero un
dibattito stucchevole. Siamo usciti da un’emergenza sanitaria senza
precedenti per poi trovarci impantanati in un surreale braccio di ferro
tra l’ottusità della dittatura del politicamente corretto e il dono dell’intelletto che, di questi tempi, mi sembra manchi davvero a tanti. Il caso Floyd,
l’afroamericano ammazzato da un poliziotto nelle strade di Minneapolis,
è stata la miccia per far esplodere un odio che covava sotto da tanto
tempo. L’odio contro il buon senso. Così dobbiamo assistere ai raid di
un manipolo di scalmanati, che la prof di storia boccerebbe seduta
stante, e al moralismo perbenista di chi si fa più censore della censura
dittatoriale. E, scherzo del destino, a finire impallinato finisce uno
dei boss del politicamente corretto, mister Mark Zuckerberg, colpevole di non essere abbastanza censore. Che mondo assurdo!
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