Spending review e taglio delle detrazioni: il piano del governo
L’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di Covid, proprio come
nel più classico degli effetti domino, ha avuto ripercussioni
sull’economia dei Paesi colpiti. Praticamente ogni governo è stato
costretto a intervenire con misure speciali, mirate a
ridare ossigeno ad aziende in panne e lavoratori in apnea. Perfino
l’Unione europea ha allentato diverse condizioni proprio per consentire
ai vari esecutivi di aprire i loro rubinetti.
Per quanto riguarda l’Italia, il Fondo monetario internazionale ha stimato un’impennata del debito pubblico
fino al 166% del pil. Cifre esorbitanti che, se al momento non devono
tener conto dei vincoli di Bruxelles, a emergenza finita dovranno farlo
eccome. Già, perché sia gli interventi portati avanti dalla Banca
centrale europea che gli aiuti messi sul tavolo dall’Ue (dal Mes alla
Sure passando per la Bei), prima o poi termineranno o esauriranno i loro
effetti benefici.
A quel punto, come per magia, i debiti pubblici, nel
frattempo schizzati alle stelle, torneranno a essere il problema
principale di ogni Paese. Tornando all’Italia, come ha sottolineato il
quotidiano Il Messaggero, è interessante notare la mossa dell’esecutivo giallorosso.
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