Le tre piaghe sanitarie che minacciano la Cina
Il Covid, l’influenza suina e la peste nera. Sono tre i fronti sanitari aperti che la Cina
deve non solo controllare con estrema attenzione, ma anche chiudere al
più presto per evitare nuovi disastri su larga scala. Per quanto
riguarda il coronavirus, l’ultimo bollettino diramato dalle autorità
parla di un solo nuovo caso di trasmissione locale a Pechino e tre casi
importati nel resto del Paese. La Commissione sanitaria della capitale
ha inoltre segnalato anche un caso relativo a un soggetto asintomatico.
La situazione sembrerebbe quindi sotto controllo ma il Dragone deve
fare i conti con almeno tre pericoli. Il primo: il rientro dall’estero
del virus tramite i cosiddetti casi importati. Ora che
le misure di sicurezza sono state progressivamente allentate, e che
alcuni voli hanno ripreso a operare, un enorme pericolo proviene proprio
dai contagi di ritorno. Il secondo: gli asintomatici.
Proprio come in ogni altro Stato, accanto a pazienti infetti
rintracciati, esistono malati asintomatici, cioè che non presentano
sintomi e che per questo non sono stati segnalati dalle autorità.
Il terzo e ultimo pericolo è invece inerente ad alcuni focolai
localizzati. Anche se Xi Jinping è riuscito a mettere una museruola al
demone, di tanto in tanto, in Cina, spuntano cluster potenzialmente
pericolosi ai fini di una seconda ondata. È il caso, ad esempio, del
focolaio scoppiato all’interno del mercato Xinfadi.
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