mercoledì 8 luglio 2020

Le tre piaghe sanitarie che minacciano la Cina

Il Covid, l’influenza suina e la peste nera. Sono tre i fronti sanitari aperti che la Cina deve non solo controllare con estrema attenzione, ma anche chiudere al più presto per evitare nuovi disastri su larga scala. Per quanto riguarda il coronavirus, l’ultimo bollettino diramato dalle autorità parla di un solo nuovo caso di trasmissione locale a Pechino e tre casi importati nel resto del Paese. La Commissione sanitaria della capitale ha inoltre segnalato anche un caso relativo a un soggetto asintomatico.

La situazione sembrerebbe quindi sotto controllo ma il Dragone deve fare i conti con almeno tre pericoli. Il primo: il rientro dall’estero del virus tramite i cosiddetti casi importati. Ora che le misure di sicurezza sono state progressivamente allentate, e che alcuni voli hanno ripreso a operare, un enorme pericolo proviene proprio dai contagi di ritorno. Il secondo: gli asintomatici. Proprio come in ogni altro Stato, accanto a pazienti infetti rintracciati, esistono malati asintomatici, cioè che non presentano sintomi e che per questo non sono stati segnalati dalle autorità.

Il terzo e ultimo pericolo è invece inerente ad alcuni focolai localizzati. Anche se Xi Jinping è riuscito a mettere una museruola al demone, di tanto in tanto, in Cina, spuntano cluster potenzialmente pericolosi ai fini di una seconda ondata. È il caso, ad esempio, del focolaio scoppiato all’interno del mercato Xinfadi.

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