domenica 24 gennaio 2021

Italia - Roma: Andrea Orlando: "o ti sacrifichi tu o sacrifichi lui". Retroscena Pd: la testa del ministro per salvare Conte

La situazione è complicatissima, nel Pd non ne fanno mistero. I responsabili non arrivano, il premier Giuseppe Conte teme agguati da ogni parte, la prima verifica sull'esistenza della maggioranza è su un tema - la giustizia - che è in assoluto il meno adatto per creare o giustificare convergenze. Di fronte a questo cubo di Rubrik, il Pd, ieri, ha battuto due strade. 

La prima è di continuare a evocare le urne, nella speranza di convincere parlamentari di Forza Italia e di Italia Viva a salvare il salvabile. Se da qui a martedì non si riesce ad allargare la maggioranza, è il mantra ripetuto ieri dai principali dirigenti dem, si va a votare. Tertium non datur: non esistono né governi istituzionali, né ricuciture con Matteo Renzi. «Le elezioni», scriveva su Twitter il vicesegretario Andrea Orlando, «non sono un obiettivo, sono la conseguenza del venir meno delle soluzioni che non mi pare abbondino». 

Matteo Renzi? «È garanzia di instabilità politica», ha detto Goffredo Bettini. Il disegno di Italia Viva, ha detto Orlando, è «l'omicidio politico del Pd». Non puoi certo camminare con chi vuole ucciderti. «The end», è il commento scherzoso che si fa al Nazareno. Anche l'ipotesi di sostituire Conte, ha detto Orlando, è «impercorribile». Quanto al governo istituzionale «abbiamo già dato». L'unica alternativa, insomma, è creare un gruppo, liberare le forze «prigioniere» (Bettini) di Salvini e Meloni

Ossia Forza Italia. E puntare, lo ha detto Orlando a un'assemblea a Parma, ai «parlamentari di Iv» che «non se la sentono di passare all'opposizione con Salvini e di far precipitare il Paese nel caos».

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