Italia - Roma: Andrea Orlando: "o ti sacrifichi tu o sacrifichi lui". Retroscena Pd: la testa del ministro per salvare Conte
La situazione è complicatissima, nel Pd non ne fanno mistero. I responsabili non arrivano, il premier Giuseppe Conte teme agguati da ogni parte, la prima verifica sull'esistenza della maggioranza è su un tema - la giustizia
- che è in assoluto il meno adatto per creare o giustificare
convergenze. Di fronte a questo cubo di Rubrik, il Pd, ieri, ha battuto
due strade.
La prima è di continuare a evocare le urne, nella speranza
di convincere parlamentari di Forza Italia e di Italia Viva
a salvare il salvabile. Se da qui a martedì non si riesce ad allargare
la maggioranza, è il mantra ripetuto ieri dai principali dirigenti dem,
si va a votare. Tertium non datur: non esistono né governi
istituzionali, né ricuciture con Matteo Renzi. «Le elezioni», scriveva su Twitter il vicesegretario Andrea Orlando,
«non sono un obiettivo, sono la conseguenza del venir meno delle
soluzioni che non mi pare abbondino».
Matteo Renzi? «È garanzia di
instabilità politica», ha detto Goffredo Bettini. Il
disegno di Italia Viva, ha detto Orlando, è «l'omicidio politico del
Pd». Non puoi certo camminare con chi vuole ucciderti. «The end», è il
commento scherzoso che si fa al Nazareno. Anche l'ipotesi di sostituire
Conte, ha detto Orlando, è «impercorribile». Quanto al governo
istituzionale «abbiamo già dato». L'unica alternativa, insomma, è creare
un gruppo, liberare le forze «prigioniere» (Bettini) di Salvini e Meloni.
Ossia Forza Italia. E puntare, lo ha detto Orlando a un'assemblea a
Parma, ai «parlamentari di Iv» che «non se la sentono di passare
all'opposizione con Salvini e di far precipitare il Paese nel caos».
Nessun commento:
Posta un commento