Italia - Libia, la difesa “non richiesta” di Conte sulla sua fallimentare politica in Libia
Giuseppe Conte è piombato (quasi) per caso in politica,
ma da questo mondo non sembra più volerne uscire. Fin qui nulla di
male. C’è però un problema: nel voler continuare la sua avventura
nell’agone politico, continua ad usare metodi e toni da avvocato. La
lettera con la quale in questo martedì ha replicato a un editoriale del
direttore de La Stampa, Massimo Giannini,
assomiglia a un’arringa difensiva in un processo che, per la verità,
nessuno gli ha posto. Conte ha difeso il suo operato in politica estera
allo stesso modo di come difenderebbe un suo cliente da un’accusa.
Questo però non lo salva da precise responsabilità politiche, soprattutto per quanto concerne il dossier libico.
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