Italia - Turchia - Il Canale, la Libia e Washington: la vera sfida tra Draghi ed Erdogan
Quella che si sta per concludere non è stata una settimana come le altre per la Turchia. È iniziata con una retata che ha coinvolto i più importanti ammiragli in pensione del Paese accusati di golpe ed è finita con il “sofa-gate” di Ankara fino ad arrivare alle parole di Mario Draghi nei confronti di Recep Tayyip Erdogan,
definito come un “dittatore” dal presidente del Consiglio. I tre
episodi sembrano completamente slegati tra loro, almeno in apparenza.
Cosa può unire dieci ammiragli accusati di aver firmato un documento che
paventava un golpe a una conferenza stampa del premier italiano a
Palazzo Chigi? Tutto farebbe propendere per due questioni completamente
sperate, eppure esiste un filo conduttore: una sottile linea rossa che
lega Ankara a Roma e che fa tappa a Istanbul e Tripoli e che svela uno
dei più complessi equilibri di potere del Mediterraneo.
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