Italia - Roma, Giuseppe Conte, non solo Di Donna: ecco la "banda degli onesti" dell'ex premier, quanti guai giudiziari
«Onestà! Onestà! Onestà!». Suona sfiatato, in queste ore, il motto di
piazza dei Cinque Stelle di qualche millennio fa, quello che -
direttamente ispirato alla poetica di Davigo - spingeva la band di Giuseppe Conte a ritenere il sospetto «anticamera della verità».
Ora, la notizia è che l'ex commissario per il Covid Mimmo Arcuri e l'avvocato Luca Di Donna, sodali a vario titolo di Conte, risultano ufficialmente indagati per corruzione, peculato e abuso d'ufficio e traffico di influenze illecite,
tutt'insieme.
Approssimazione, violazioni di legge reiterate, morale
vischiosa: la band di Conte oggi ci ricorda la Banda degli onesti di
Totò, si passa dalla regia di Piercamillo Davigo a quella di Camillo
Mastrocinque. Resta da capire se ad Arcuri va la parte del Principe De
Curtis o di Peppino De Filippo, il mitico falsario Lo Turco. Sicuramente
Di Donna è Giacomo Furia, dei tre il caratterista.
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