mercoledì 15 dicembre 2021

Francia - Europa e Macron, la legge-vergogna: come faranno invadere l'Italia dagli immigrati, l'ultima bassezza

"Un risultato storico" (Giuseppe Conte, all'epoca premier); "L'Europa s' è desta" (La Repubblica). "Da oggi l'Italia non è più sola" (Luciana Lamorgese, ministro dell'Interno). Era il 19 settembre del 2019 e mezzo Paese - cioè la metà legata a Pd e M5S - salutava con queste parole la presunta firma degli accordi di Malta, intesa tra i Paesi Ue che avrebbe dovuto sancire l'avvio di una politica "aperta" da parte dell'Europa sull'immigrazione. Una politica che diventava possibile perché, sostenevano politici e commentatori di sinistra, Matteo Salvini aveva lasciato il Viminale e il governo, aprendo così la via del dialogo dopo la stagione dei "porti chiusi" molto criticata anche da Parigi e Berlino. Le nazioni del nord si impegnavano ad accogliere costantemente una quota fissa dei profughi che si presentano ai confini dell'Unione come richiedenti asilo o semplici clandestini, in attesa di una completa revisione delle leggi comunitarie in materia di immigrazione. Sono passati due anni e non solo quell'accordo - come Libero ha documentato in passato - non è mai stato applicato (i profughi sbarcati sono rimasti praticamente tutti nei nostri centri osi sono dati alla macchia) ma ora Bruxelles si prepara a varare una riforma delle regole di Schengen che va nella direzione diametralmente opposta a quella auspicata. Invece di prevedere redistribuzioni, verranno facilitati i respingimenti da nord verso il Paesi di primo approdo. Ulteriore beffa: questo meccanismo è sostenuto soprattutto da Emmanuel Macron (a gennaio entreremo nel semestre francese alla presidenza della commissione). Se vi stavate chiedendo a cosa portasse il trattato firmato poche settimane tra Roma e Parigi, venduto come una svolta epocale nelle nostre relazioni internazionali, ecco la risposta: sostanzialmente non serve a nulla.

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