Russia - Cremlino, Putin e la minaccia nucleare di un "pokerista" stretto all’angolo: quali carte vuole giocare, quali mosse ha fallito (per ora)
“L’Occidente” che Vladimir Putin chiama “collettivo”, secondo il presidente russo, “sta per crollare”. La mega festa allestita venerdì 30 settembre dal Cremlino a Mosca e nelle principali città russe per celebrare l’annessione delle quattro oblast
secessioniste ed ormai divenute parti integranti del territorio russo
(grazie a referendum farlocchi) pari al 15 per cento dell’Ucraina, è
stata il grottesco e propagandistico contorno di un
regime sempre più incancrenito nella crociata putiniana per ridare a
Mosca l’egemonia perduta con la dissoluzione dell’impero sovietico. Da
oggi, dunque, gravita concreta più che mai, sull’Europa e sul mondo
intero la spada di Damocle della minaccia nucleare, quale ultimo bluff di un pokerista ormai stretto all’angolo perché smascherato.
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