Del boom di posti fissi hanno beneficiato anche i lavoratori giovani (+
142%). Il tasso di disoccupazione giovanile è sceso al 31%, a fronte di
un tasso complessivo del 12,6%. Negli anni immediatamente successivi
alla crisi finanziaria del 2008 i giovani senza un impiego avevano
raggiunto il 55%. "Abbiamo messo fine all'idea che l'introduzione dei
giovani nella forza lavoro debba avvenire attraverso contratti
flessibili e instabili", ha detto Joaquin Perez-Rey, viceministro del
lavoro e ideatore della riforma