Marco e Marco Antonio Procopio, padre e figlio, indagati nell'inchiesta per la morte
della 22enne siciliana a seguito di un intervento al naso, possono
esercitare come medici. Il Corriere della Sera ha raggiunto lo studio
dove operavano i Procopio, trovando il fratello minore, Raffaele. Che
difende i familiari indagati: "Stanno ancora esercitando, non stanno qui
a Roma. Se vogliono possono lavorare, l’Ordine dei medici mica ci ha
fermato"