"In una delle sue solite riunioni, Stalin chiese che gli venisse portata una gallina:
la prese e la strinse forte con una mano mentre con l’altra iniziò a spennarla.
La gallina urlava dal dolore e tentava di scappare in ogni modo senza riuscirci, la presa era troppo forte per lei.
Stalin riuscì a toglierle tutte le piume senza grandi problemi e una volta terminato disse ai suoi aiutanti: “Adesso guardate cosa accade”.
Mise la gallina per terra e si allontanò da lei, andò a prendere del grano mentre i suoi collaboratori la osservavano meravigliati mentre, dolorante e sanguinante, correva da lui che tirava delle manciate di grano per terra facendo il giro della stanza.
Ad ogni passo di lui ne corrispondevano altrettanti della gallina che non si allontanava.
A questo punto Stalin si rivolse ai suoi aiutanti, sorpresi di ciò che stavano osservando e disse:
“Così – facilmente – si governano gli stupidi".
Così è la maggior parte delle persone... seguono i loro governanti e politici, nonostante il dolore causato a loro per il semplice fatto di ricevere un dono economico, una stupida promessa o un po' di cibo per un giorno o due ".
Tra tutti gli zar, Putin ama
Alessandro III. E cita il suo motto: «La Russia ha due soli alleati: il
suo esercito e la sua flotta». Di lui dicono: «Neppure Stalin era così
isolato». Storia di un’evoluzione autoritaria
Putin annuncia il riconoscimento delle repubbliche separatiste del
Donbass spiegando che l’Ucraina moderna è una «creazione» dell’Urss.
Cita Lenin, ma anche Stalin, Krusciov e Gorbaciov. Alle sue spalle, la
bandiera dei Romanov. L’analisi del discorso
Putin annuncia il riconoscimento delle repubbliche separatiste del
Donbass spiegando che l’Ucraina moderna è una «creazione» dell’Urss.
Cita Lenin, ma anche Stalin, Krusciov e Gorbaciov. Alle sue spalle, la
bandiera dei Romanov. L’analisi del discorso
Lo scrittore magistrato scrive un libretto sulla neolingua. Ma ignora l’esistenza del comunismo che fu la prima fabbrica del ’900 di parole distorte,
elevando la menzogna a sistema, come provòSolzenicyn
Gianrico Carofiglio ha un occhio solo, il sinistro.
Lo scrittore magistrato è autore di un libretto sulla neolingua, ora molto citato, La manomissione delle parole, in realtà dedicato a Berlusconi e a suo padre putativo, il Nazifascismo.
Ma presentandolo in copertina il tema è omesso: esempio lampante di manomissione della parole. Nel libro Carofiglio ignora l’esistenza del comunismo che fu la prima fabbrica del ’900 di parole distorte, elevando la menzogna a sistema, come provò Solzenicyn: è vero ciò che serve al Partito, è falso ciò che nuoce al Medesimo.
Gli eredi del comunismo sono ancora in servizio ma lui non li vede. Il giudice con un occhio solo non nomina mai il Terrore, la dittatura giacobina, la meccanica della Rivoluzione che, come spiegò Cochin, manipola la verità e la realtà.
Il giudice monoculare afferma che 1984 di Orwell è un romanzo sulle parole distorte nei regimi nazifascisti; ma Orwell, in 1984 come ne La fattoria degli animali , pensava a Stalin e al comunismo egualitario dove «alcuni sono più uguali degli altri».
Ma di questo non c’è traccia. Il giudice- scrittore guercio non vede il comunismo che chiamava democrazia la dittatura, pace lo sterminio di classe, libertà l’oppressione dei popoli, uguaglianza la servitù al Partito, e verità (pravda) la menzogna militante.
L’uso a rovescio di fatti e parole ha un grazioso nome sovietico, Disinformazia, ma il giudice emiplegico lo ignora. Per Carofiglio la neolingua l’ha inventata il nazifascismo e poi il berlusconismo, suo erede.
Carofiglio cita frasi, bugie e slogan di Berlusconi e dei suoi fan di cui sarebbe gioco da bambini trovare l’equivalente nella propaganda avversa della sinistra. Perché la propaganda distorce la realtà da ambo le parti.
Ma lui detesta gli imparziali e dice di preferire i partigiani e i ribelli. Io temo un giudice che dice di odiare chi non parteggia, perché vuol dire che odia la giustizia, per definizione imparziale.
Carofiglio ha un occhio solo, il sinistro, e detesta chi vuol vedere le cose per intero.
Dio ci scampi dai giudici monoculari con l’aggravante di essere scrittori.