Il Consiglio di Stato mette la parola fine a una vicenda emblematica
dell’era Covid, dove il rigore formale ha prevalso sull’emotività
dell’emergenza. Una storia che parla di deleghe inesistenti,
responsabilità mal attribuite e di un ufficiale dei Carabinieri che ha
dovuto attendere tre anni per veder riconosciute le proprie ragioni.