sabato 29 maggio 2010

Genova - Prima sanzione per l'acquisto da un ambulante


 
LA BORSA È FALSA, LA MULTA VERA

IN QUESTI ULTIMI TEMPI in Italia si fa un gran parlare di legalità. In generale per denunciarne l’obiettiva carenza, in un Paese senza dubbio avvelenato dalla criminalità organizzata, dalle mafie di ogni genere e tipo. 
Ma quando la legge colpisce il nostro portafoglio il discorso cambia. È accaduto a una turista milanese, multata a Genova di ben duecento euro per avere acquistato ( per venti euro) una borsa taroccata. La signora, comprensibilmente, non l’ha presa bene: «È la prima volta si è giustificata con i vigili in borghese che l’hanno colta in flagrante io acquisto solo prodotti griffati». 
La difesa, effettivamente un po’ debole, non ha impietosito i tutori dell’ordine che hanno continuato a compilare il loro modulo, mentre il venditore ambulante si era dato a una precipitosa fuga, abbandonando la merce sulla strada.
«Lui però non è stato multato» ha ribadito la signora sempre più arrabbiata.
L’obbiettivo dell’operazione, fanno sapere al Nucleo anti abusivismo del Comune di Genova, non è colpire i venditori che sopravvivono come possono ma la criminalità che li rifornisce e li sfrutta. Obiettivo raggiunto? 
Difficile dire. La legge è certamente legge, ma la sensazione di cui è sempre più difficile liberarsi, nel Paese in cui viviamo, è che i suoi rigori colpiscano con troppa frequenza le persone sbagliate.Ma naturalmente si tratta soltanto un’impressione.

Giuliano Galletta

Da www.ilSecoloxix.it  del 29 Maggio 2010

Nessun commento:

Posta un commento