venerdì 21 maggio 2010

Il soprintendente Rossini, 5 ore dai Pm



   A Savona, Soprintendenza sotto torchio in Procura

I controlli sul rispetto dei vincoli paesaggistici ad Alassio (e non solo) sono stati fatti? E se sì come? Si è vigilato abbastanza? Quali i criteri? Quasi cinque ore, con una breve pausa per il pranzo, sono state necessarie in Procura per verificare i parametri seguiti nei controlli sui recenti casi di abusivismo (Grand Hotel, scogliera Zero Beach e discoteca Le Vele) dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Liguria, con sede a Genova, uffici e ispettori anche a Savona.
Ieri in tarda mattinata il soprintendente ligure, l’architetto Giorgio Rossini, è stato convocato negli uffici del procuratore capo Francatonio Granero come «persona informata sui fatti» per capire il ruolo, attivo o meno, nel tutelare il litorale, in particolare nella zona di punta Murena
Solo alle 16 è uscito dagli uffici della Procura: il soprintendente Rossini, che coordina e controlla tutte le attività svolte dall’ente, si è limitato a confermare che «le domande dei magistrati erano prevalentemente concentrate sulle recenti vicende di cronaca avvenute ad Alassio, e sul nostro ruolo avuto nell’esaminare le pratiche».
Al centro dell’interrogatorio, si diceva, se la Soprintendenza - che ha competenza sulla tutela dei beni paesaggistici - abbia esercitato al meglio il suo lavoro. Stupore tra i pm che hanno condotto le varie inchieste per il ripetersi di pareri standard, sia favorevoli che negativi, forniti dalla Soprintendenza con motivazioni apparentemente scarne. In base a quanto emerso dal lungo faccia a faccia, i vertici della Procura hanno passato al setaccio il ruolo avuto dalla Soprintendenza, e quindi i relativi pareri espressi (vincolanti) sulle principali operazioni di natura immobiliare che insistono sulla costa. 
L’obiettivo degli inquirenti è capire se la Soprintendenza, al pari di altri enti ed istituzioni, abbia svolto appieno con ispezioni e sopralluoghi la vigilanza sui progetti che gli venivano presentati. Nel mirino soprattutto la questione della discoteca «Le Vele», la cui apertura era prevista in un primo momento per il primo giugno. Il locale è oggetto di una mancata concessione dell’agibilità alla luce di un maxi abuso che sarebbe stato realizzato sul versante su cui «poggia» la discoteca. Un terreno solo in minima parte oggetto di condono. Nel tempo la struttura ricettiva si è allargata su un’area vincolata.
La situazione è piuttosto intricata, perché il soprintendente avrebbe riferito ai magistrati di avere rilasciato il nulla osta sulla base di un documento della commissione locale per il paesaggio, che avrebbe dichiarato l’inesistenza di aumenti di superficie. La procura non sembra però convinta di questa tesi, o meglio i magistrati sembrano ritenere che la soprintendenza non potesse basare il suo parere vincolante su quello di un altro ente, ma che dovesse formarsi un proprio punto di vista indipendente.
Ma gli interrogatori di questi giorni avrebbero riguardato anche altre persone, prevalentemente i tecnici e funzionari comunali che si sono occupati della questione rilasciando documenti o effettuando sopralluoghi e controlli. A margine dell’incontro è emerso come la Soprintendenza si sia adeguata al parere negativo della Procura in merito al rilascio della sanatoria per quanto riguarda la scogliera e il terrapieno abusivo che l’anno scorso hanno dato vita agli stabilimenti balneari «Zero Beach». I cui titolari erano in possesso soltanto di una concessione demaniale che non prevedeva tali opere. Manufatti che adesso in base all’accordo Procura - Soprintendenza dovranno essere demoliti per consentire il ripristino dei luoghi. Niente scogliera, niente massi, niente sdraio e ombrelloni


Da www.Il Secoloxix.it  del 21 Maggio 2010

Nessun commento:

Posta un commento