Intervento dei Consiglieri Villani, Melgrati e Vinai: ancora
una contraddizione del Sindaco, che aveva dichiarato: basta box su aree
pubbliche, ma consentiti su aree private.
Premesso che il Sindaco Avogadro aveva pubblicamente dichiarato in Consiglio Comunale “basta box su aree pubbliche, ma li consentiremo su aree private”, e che questa iniziativa contraddice quanto dichiarato, come gruppo di opposizione vogliamo rimarcare alcune cose importanti:
questa
variante appare illegittima, perché va a modificare ai sensi dell’art.
43 della Legge Urbanistica Regionale un regime delle zone V, che
prevede, all’art 15:
Il Piano urbanistico comunale distingue inoltre:
- aree per servizi pubblici, con vincolo preordinato all'espropriazione;
- servizi misti pubblico-privati la cui attuazione è demandata
all'iniziativa privata, mediante la stipula di
convenzioni ai
sensi dell’art.32 comma 4 della LUR.
- aree per il verde attrezzato e per lo sport, contrassegnati dalla lettera "V", compresi nella zona omogenea
"G";
Quindi, le zone V con aree per servizi pubblici avevano un vincolo preordinato all’esproprio, peraltro scaduto,
mentre per le zone di servizi misti pubblico-privati si demandava a
convenzioni; con questa variante si va a impedire di fatto in tutte le
aree V private la edificazione di box in sottosuolo, con una variante di
stampo bolscevico, che limita di fatto la proprietà privata.
In
particolare per il Tennis, dopo la sentenza del TAR che ha smontato
punto per punto le motivazioni fornite dalla Soprintendenza per motivare
il diniego, fondato sul paesaggio rurale, sulla abbattimento della
siepe dei cipressi, peraltro mezzi bruciati da un incendio di una
auotovettura, dalla creazione delle tribune laterali contro muri già
esistenti, dalla posizione della rampa, appare pericolosa una variante su un progetto in itinere;
infatti, premesso che la Commissione Locale per il Paesaggio aveva
approvato il progetto, avendo il Tar cancellato il diniego, rimane viva la pratica edilizia.
Questo
offre il destro alla possibilità, da parte della proprietà del Tennis,
di ricorrere nuovamente al TAR, chiedendo anche gli eventuali danni economici ai Consiglieri Comunali che avessero approvato un atto illegittimo, che comporta danno economico alla proprietà.
Per
non parlare della necessità della proprietà del Tennis di effettuare
questi lavori per continuare la propria attività, che non ha mai
ricevuto nessun contributo pubblico, né dal Comune né dallo Stato,
mantenendo in efficienza una struttura privata prestigiosa, fiore
all’occhiello della città di Alassio.
Ed è vero che il Tennis ha il vincolo monumentale,
ma questo non vuol dire che non si possono fare interventi, come il
vincolo monumentale che c’era e c’è sul Grand Hotel, che non ha impedito
di realizzare i box interrati sotto la piazza e sotto il centro
Talassoterapico.
Dispiacerebbe se gli Skordis mettessero in atto quanto minacciato, e cioè chiudere e a lasciare tutto in stato di abbandono, come il tennis di proprietà del Comune ad Albenga, visto come sono trattati dall’amministrazione di Alassio!!!
E’
meglio un Tennis chiuso e abbandonato o una struttura efficiente e
riqualificata, con due piani di box sottostanti che nessuno percepisce,
una volta terminati i lavori?
Luca Villani, Marco Melgrati, Angelo Vinai
Gruppo Consiliare P.d.L. - Lega Nord Alassio
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