Il sindaco di Imperia Paolo Strescino
Mancano meno di 24 ore dalla decisione politica che con ogni
probabilità segnerà la fine dell'amministrazione Strescino.
I bookmakers
onegliesi e portorini per la prima volta nella storia di Imperia non
accettano più scommesse sulla possibile decisione di azzerare la giunta
da parte del primo cittadino in quanto sarebbe diventata una certezza.
Probabilmente, Strescino si presenterà domani all'incontro fissato
con i capigruppo (alle ore 15 in Comune, ndr) già senza i suoi assessori e
fisserà al più presto la data del consiglio monotematico sul “Caso
Porto Turistico”. Rintanato con i suoi fedelissimi, all'interno del suo ufficio, sta
cercando di contare i consiglieri che potrebbero accettare di votare
l'ormai famosa delibera d'indirizzo soprannominata “Salva Imperia”.
Oltre all'appoggio della minoranza consigliare, che nel frattempo
sta organizzando una grande manifestazione di protesta, Strescino sembra
poter contare su almeno 8 consiglieri in quota Pdl più i 14 consiglieri
della minoranza e ovviamente se stesso, raggiungendo così quota 23,
ovvero, la maggioranza necessaria per approvare la delibera. Ancora incerta la posizione della Lega Nord ma
sembrerebbe che ci siano buone possibilità che almeno 2 dei 3
consiglieri votino a favore del Sindaco. La decisione di azzerare la
giunta, però, non sarebbe così facile da assumere per il giovane sindaco
che vede tra i suoi componenti alcuni amici personali.
Ma la situazione d'estrema emergenza non permette alcun
sentimentalismo e ciò che si dovrà fare si farà. Il cambio di rotta di
Strescino si è notato il giorno successivo alla sua visita negli uffici
della Procura della Repubblica, sembra infatti che gli inquirenti
abbiano fatto capire al sindaco la gravità situazione riportandolo sulla
“retta via”. Il gruppo Pdl, ormai frammentato da ancor prima dello
tsunami che ha colpito il mondo politico-imprenditoriale di Imperia ma
non solo, è appunto spaccato in varie fedeltà: i fedelissimi di
Strescino (gli ex An), i fedelissimi di Scajola, i fedelissimi del
certificato dei carichi pendenti immacolato e quelli che fedeli a chi
potrebbe farli rieleggere.
L'obiettivo/speranza di Strescino sembra essere quello di farsi
sfiduciare da quella corrente all'interno del Pdl che non ha alcuna
intenzione di costituirsi parte civile e richiedere i danni nei
confronti di alcuni amici dell'ex Ministro allo sviluppo economico, Claudio Scajola, che sono stati coinvolti nell'inchiesta (in qualità di indagati) Porto come Gianfranco Carli (il patron della “Fratelli Carli”), Pietro Isnardi (suocero di Marco Scajola) ma anche di Domenico Gandolfo, per non fare la figura di quello che abbandona la città ma che viene mandato via da quelli "che vogliono il male della città"(questa frase non ci è nuova...)
Oltre alla costituzione di parte civile e la richiesta di risarcimento danni, nella delibera che verrà presentata al consiglio monotematico, ci sarebbe anche la revoca della concessione alla Porto di Imperia Spa e la possibile richiesta di commissariamento della stessa.
La nomina di un “ispettore” (si fa il nome del noto commercialista
Achille Fontana) che controlli e relazioni alla Procura della Repubblica
sull'operato degli amministratori della Spa che sarà molto
probabilmente succeduto da un commissario prefettizio nominato dalla
stessa Procura.
Insomma sono ore frenetiche e di certo non serene per il primo
cittadino che forse, solo ora, si è reso conto della gravità ma che
potrebbe ancora salvare il salvabile.
Gabriele Piccardo
Da www.Sanremonews.it del 25 Marzo 2012

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