Fabio Lucchini consigliere comunale
Grazie
sig. Presidente per la possibilità d’intervento per fatto personale in
relazione alle notifiche n. 492 e 494 dello scorso 23 Febbraio 2012 relative
alla revoca delle mie deleghe politico-amministrative.
Con
nota datata 23 febbraio u.s. del sig. Sindaco mi veniva comunicato che la posizione da me assunta durante
l'ultimo Consiglio Comunale, rispetto ad alcuni punti
all'Ordine del Giorno, in particolare quello relativo allo spostamento
del mercato, era una posizione in contrasto con quella ufficialmente
adottata dal gruppo di “A
come Alassio", che mi
ha posto, come deciso ed affermato dal primo cittadino, insanabilmente al di fuori del Gruppo stesso.
E’ vero
che si trattava di una scelta, estrinsecata fino dalla
campagna elettorale e che quindi
secondo Lei non ammetteva
distinguo, ma sulla tempistica forse si !
Mi
permetto infatti di evidenziarLe non tanto la contrarietà della pressoché
totalità dei cittadini dell’area individuata ma il posticipo o meglio il rinvio
di ogni decisione assunto nei giorni scorsi dalla Sua Amministrazione comunale
e pertanto la mia astensione, e sia ben chiaro non la contrarietà, voleva solo
e solamente approfondire l’argomento, in considerazione dell’impatto che avrà
sul tessuto residenziale, turistico e commerciale della città ed in particolare
del quartiere interessato.
Mi si
accusa in genere della mia posizione,
relativamente ad altri
punti all'Ordine del Giorno, la quale è stata tale da essere da lei definita incompatibile ad un
corretto gioco di squadra.
A tal
proposito mi corre l’obbligo, per lo meno per onestà nei confronti della mia
persona, evidenziarLe che, pur essendo un argomento sportivo ahimè ricorrente
che caratterizza la cronaca di questi ultimi mesi, non siamo nel
calcio-scommesse dove ognuno gioca o meglio bara all’insaputa degli altri.
Mi
permetto di sottoporLe un quesito: se c’era da fare un gioco di squadra perché
non è stata fatta, almeno che non si fosse già deciso il mio allontanamento, la
riunione di maggioranza o di pre-Consiglio come si dovrebbe fare in una squadra
compatta e ben capitanata?
Dovevamo
solo alzare la mano come degli automi, comprare a scatola chiusa come con le
confetture Arrigoni o al massimo obbedire senza far valere le proprie opinioni?
Non vorrei che le decisioni, assunte da pochi amici, magari suggerite più che
imposte da altri, dovessero essere tacitamente approvate da tutti, senza
analisi o discussione.
Tralascio
ogni considerazione in merito alla diffusione della nota, che mi viene
notificata come riservata, che dopo solo 15 minuti dal mio ritiro è già
divulgata, per riservatezza e delicatezza, ai mass-media con tanto d’immediata
pubblicazione e che assomiglia proprio allo stesso metodo dei lavori consiliari
preparatori alla seduta del 21 Febbraio 2012, che non solo non si sono tenuti
ma dei cui argomenti è stata data ampia
diffusione ai giornali nei giorni precedenti, lasciando all’oscuro chi ancora
faceva parte della Maggioranza.
Se
questo è il senso che Lei dà alla squadra ed alla democrazia allora mi sarei
tirato fuori da solo dal Gruppo perché la mia idea di
amministrare, oltre che di rapportarsi tra membri di uno stesso
insieme politico o con i cittadini, è parecchio differente dalla Sua, non
vorrei dire… “Vostra”.
Le
evidenzio che, siccome non mi sembra abbia compreso appieno lo spirito del mio
precedente intervento per fatto personale, desidero rassicurarLa che non era
mia intenzione propormi a censore dei comportamenti
di colleghi di
Amministrazione ma ribadisco che era, e resta, mia volontà il porre in atto un nuovo modello operativo con l’obiettivo di
costituire nuovi processi ed attuare un significativo recupero di efficienza,
efficacia e qualità sancendo, prima di tutto, il principio della correttezza
degli atti e dell’azione amministrativa oltre che quello dell’economicità delle
scelte, con la riduzione altresì degli sprechi; comportamento che
obbligatoriamente deve essere posto in atto da tutti, o forse quasi tutti, i
componenti della Sua Amministrazione Comunale.
Infatti i processi di
cambiamento e di riforma interessano tuttora la pubblica amministrazione allo
scopo di effettuare un sensibile recupero di efficienza e managerialità nella
gestione della res pubblica e dei pubblici servizi, con particolare
riferimento alla parte economica, nell'interesse della collettività e quindi
nell'interesse pubblico di cui Ella ha sempre detto di voler operare.
Anche questa è un’esigenza rappresentata dai cittadini e non sono sofismi
come Lei erroneamente sostiene che io abbia fatto sull'operato di membri della Maggioranza o di alcuni dipendenti dell’Ente.
In
quanto a platealità dei
comportamenti di componenti di questo Consiglio mi riservo successivi atti
amministrativi che lascio al giudizio della gente ed eventualmente agli organi
preposti.
Vorrei mi si indicasse con
chiarezza, perché anche a me sono sfuggiti come d’altronde afferma è avvenuto
anche per Lei in merito ai miei obiettivi, quali sono state le argomentazioni
capziose e fallaci, poste in essere
con il mio operare o il mio atteggiamento eristico o epistolare.
Forse il sostantivo sofisma
si addice più a Lei soprattutto se si analizza l'origine del termine che come
ben sa, caro professore, deriva dal
greco sóphisma, cioè: artifizio, abilità nel manipolare la verità
costruendola su presupposti e teorie fallaci. Visto soprattutto il suo
agire abilmente, scaltramente, in modo astuto come nel
caso della decisione urbanistica nelle cosiddette zone verdi o sportive,
argomentazione apparente con la quale si vuole difendere ciò che è falso
.
I Sofisti tengono un comportamento così detestabile
nelle aule, simile a quello degli imbroglioni nei tribunali. Fra gli antichi
saggi essi erano considerati dei furfanti; “Studium hoc vilissimum est, et
qui in eo versantur, ridicoli” come afferma Platone, quindi non accetto che mi s’imputino modi ed
azioni esplicate con “sofismi” perché altamente vili e ridicole per chi
le esercita.
Il “sofisma” si oppone
direttamente all’intento della disputa e lo scopo della disputa è di chiarire
la verità mentre quello del sofisma è di oscurarla e quindi l’opposto della mia
azione politica.
La
ringrazio per gli auguri di poter vedere realizzati i miei obiettivi, che evidentemente
fino ad ora Le sono sfuggiti,
come Lei stesso affermava, così come al sottoscritto era sfuggito il Suo modo
di fare politica al momento della scelta di far parte della Sua lista
elettorale.
Ella mi
assegna, d’ufficio e spero non di potere, un nuovo
ruolo di Consigliere di opposizione, che espleterò con rigorosa intelligenza
politica ed amministrativa, ma auspico non si opponga nè Lei nè gli onorevoli
colleghi, nelle carenze normative del Regolamento del Consiglio Comunale, alla
costituzione del Gruppo Misto, per non vedere lesi i miei diritti
d’indipendenza rispetto alle altre formazioni presenti in questo consesso con
le quali magari non ravviso nessuna o insufficienti identità di vedute o
d’azione politica.
Ultimo
ma non ultimo, mi corre il gradito dovere di ringraziare in particolare gli Uffici dal sottoscritto seguiti per delega politico-amministrativa e il
personale ivi operante la cui preziosa e professionale collaborazione,
corroborata da una grande disponibilità, ho veramente apprezzato.
Fabio Lucchini - consigliere comunale

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