Il consigliere Marco Melgrati commenta il comportamento dell'assessore
Domenico Bogliolo e della Maggioranza di Avogadro
nell'ultimo Consiglio Comunale
Melgrati:
non solo incapaci, ma pure “pazzi”!!!
E’
incredibile che dopo che il Dirigente del IV settore ha certificato l’illegittimità
della delibera la stessa non è stata revocata, per problemi interni alla
maggioranza, nonostante la certificazione di illegittimità dell’Arch. Lavagno,
depositata ufficialmente agli atti del Consiglio!!!
Il ritiro della delibera, per voce dell’assessore Bogliolo, non serviva
più, perché era solo funzionale al ricorso al TAR, che avendo posticipato la
discussione nel merito al 6 dicembre, consente all’Amministrazione di operare
con più tranquillità…INCREDIBILE!!!!!
La verifica d'inadeguatezza dovrebbe individuare le
mancanze dello strumento di pianificazione urbanistica, dopo che sono trascorsi
10 anni dalla sua approvazione (molti di più dalla sua stesura) in base
all'analisi approfondita delle dinamiche sociali e demografiche del Comune.
Dinamiche che erano state all'epoca ipotizzate
dall'estensore del piano, ma che oggi vanno verificate, confermate o
modificate.
Inoltre, nella Relazione
in ordine ad elementi di parziale
inadeguatezza del vigente PUC a firma
della Dirigente del IV Settore, Arch. Silvia Lavagno, viene detto con
chiarezza:
“Tuttavia successivamente all’adozione (della
Variante ex art. 44 n.d.r.) perveniva una nota della regione Liguria con la
quale veniva precisata l’interpretazione da darsi alla scadenza decennale, che
ancorché si tratti di termine ordinatorio e non perentorio, tuttavia non
consentirebbe l’adozione di varianti ex art. 44 se non preceduti da esplicita
verifica di adeguatezza del PUC. Si rende quindi opportuna la revoca della
deliberazione del Consiglio Comunale 27/2012 e la successiva riadozione della
Variante alla luce delle soprariportate valutazioni in ordine alla adeguatezza
del PUC.”
Essendo cosa
acclarata che il Comune di Alassio,
trascorsi 10 anni dalla data di approvazione del Piano, non ha proceduto, nel semestre precedente alla scadenza, alla
verifica di adeguatezza del PUC nel rispetto dell’art. 45 della legge
urbanistica regionale non
poteva apportare alcuna
variante al PUC, ai sensi e per gli effetti dell’art. 44 L.R. 36/1997.
Non avendo provveduto il Comune di Alassio ad
effettuare la verifica di adeguatezza esso non poteva deliberare alcuna
variante; ne consegue che la procedura avviata con la pubblicazione del bando
del 25 gennaio 2012 e la approvazione in Consiglio Comunale del 21.03.2012 è illegittima
e contra legem.
Vedo che qualcuno è intervenuto per fermare una
procedura illegittima, e si cerca di correre ai ripari; appariva strano che gli
uffici, la Dirigente arch. Lavagno, la dott.ssa Clara Oliveri, che ha redatto
la variante, che dopo l’esperienza maturata in Regione come Dirigente, avrebbe
dovuto annotare la bontà e la esattezza della pregiudiziale non abbiano fermato
in allora la delibera; la stessa Dott.ssa Clara Oliveri che, quando
era dirigente della Regione, aveva approvato questo Piano Urbanistico
Comunale; appare strano fare una verifica di adeguatezza dopo aver già
redatto una variante; si cuce il vestito intorno all’intervento voluto!!!
Al di la e al di sopra di queste considerazioni, rimane
il fatto che è stato fatto un grave errore di procedura, un errore clamoroso, e
si è sbeffeggiata e aggredita verbalmente la minoranza, minacciandola di denuncia,
quando ha fatto notare l’irregolarità della pratica.
E che ci sia stato il
DOLO, questo ormai è certificato dalla Dirigente Arch. Lavagno, che ha
dichiarato in relazione l’illegittimità della delibera!!!!
Invece questa procedura si è
dimostrata errata, e questo ulteriore episodio ci conforta ulteriormente sulla
volontà della giunta di perseguire “ad personam” un intervento previsto dal
2001 dal Piano Urbanistico Comunale, peraltro approvato dal Sindaco
Avogadro, ora pentito, già previsto nel Piano Regolatore adottato nel 1999
dalla giunta di Sinistra (socialisti e comunisti), e presente come volumetria
nel Piano Regolatore Generale approvato nel 1978.
Non sarebbe
stato più serio convocare la soc. Yarpa intorno ad un tavolo per proporre una
riduzione dei volumi a Madonna delle Grazie, magari lo spostamento di parte
degli stessi in altro sito, magari con Edilizia Convenzionata per i
residenti, l’eliminazione del premio volumetrico dato dalla cessione delle
aree verdi al Comune????
A chi giova questo muro contro muro, a colpi di
denunce e di esposti alla magistratura contro i Consiglieri che hanno approvato
questa variante illegittima e “contra legem”, solo per ragioni ideologiche??? Comunque
una marcia indietro dell’amministrazione sarebbe stata DOVUTA per questioni di procedura urbanistica. Si è
persa un’altra occasione di trasparenza e di legalità, e si permane nel DOLO!!!
Marco Melgrati Consigliere Regionale
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