Alassio -Savona -
Pietro Sibello continua la sua battaglia per andare all'Olimpiade e “vendicare”, insieme con il fratello Gianfranco, il contestato quarto posto di Pechino.
Il velista di Alassio ha proposto ricorso al Tas di Losanna
contro la decisione del Coni di non concedergli l'idoneità agonistica per Londra.
La decisione della corte svizzera è prevista per il 9 luglio, ma il
tempo stringe: il 27 è prevista la cerimonia di apertura e il 30
iniziano le gare olimpiche di vela.
«È la mia ultima chance - ha spiegato Sibello al Secolo XIX - Mi sento discriminato: ho avuto un problema dieci mesi fa a causa di un angioma congenito, ma ora sto bene, e secondo i medici consultati, gareggiando alle Olimpiadi il rischio che mi succeda qualcosa è
pari allo 0,0000228 %. Un rischio che equivale, grosso modo, a quello
che ogni atleta può correre praticando sport di alto livello».
Intanto il Coni ha risposto contestando la giurisdizione sul caso Sibello del Tas di Losanna:
«Inoltre - si legge nel comunicato del Coni - le conclusioni cui sono
giunti i medici dell’Istituto di Scienza e dello Sport sono state
basate su solide argomentazioni di autorevoli esperti scientifici. Per
cui, pure comprendendo l'amarezza dell'atleta, il Coni ribadisce proprio
impegno-dovere sulla salvaguardia della salute degli atleti,
che rappresenta un interesse primario e non sacrificabile all’interesse
delle medaglie».
Ma Pietro Sibello non è d'accordo e col fratello Gianfranco, tornato per qualche giorno ad Alassio, continua a sperare:
«Ora come ora dovrei gareggiare con Angilella, ma sogno ancora di
vincere una medaglia con mio fratello Pietro». Che ribadisce: «Contesterò sino alla fine la decisione del Coni. Questa Olimpiade me la sono meritata: se mi escludono è una sconfitta per me e per tutto lo sport».
Da www.ilSecoloxix.it del 06 Luglio 2012

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