Alassio - Terremoto politico Alassio, " Melgrati, Lucchini e il PdL non si comprano ! "
Il Presidente del Gruppo PdL in Regione Liguria e consigliere comunale Marco Melgrati con il Capogruppo Consiliare del PdL Fabio Lucchini in Comune ad Alassio, mentre mostrano le loro lettere di dimissioni dal Consiglio Comunale
che hanno permesso di far cadere l'amministrazione di Roberto Avogadro
L'ultima manovra disperata del sindaco Avogadro
Alassio. "Questa mattina Avogadro mi ha chiamato e mi ha promesso di
tutto…assessorati, varianti urbanistiche, qualunque cosa…dopo quello che
ha detto di me in campagna elettorale…ho solo potuto rispondere un
secco e deciso NO…caro Avogadro, il Pdl e Melgrati non si comprano".
Marco Melgrati, consigliere di minoranza in Comune ad Alassio racconta
l'ultimo retroscena prima del terremoto di questa mattina.
"Grande soddisfazione e un forte sospiro di sollievo, condiviso
pressoché dalla totalità dei cittadini, per la sfiducia posta in essere
questa mattina da 8 consiglieri di minoranza e 3 di maggioranza,
concretizzata con le dimissioni che hanno posto fine a questa “triste”
esperienza amministrativa. I consiglieri hanno “staccato la spina”,
riconoscendo il fallimento di questa esperienza, che ha dato grave danno
di immagine alla nostra città", dice Melgrati.
"A chi accusava
strumentalmente e falsamente il gruppo del Pdl di un possibile
“inciucio” con la maggioranza, questa è la risposta più limpida. Il
gruppo del Pdl ha da subito tenuto alta la guardia sulle nefandezze
perpetrate da questa amministrazione, e fatto opposizione, all’inizio in
solitario, sempre dura e forte, senza nemmeno concedere una magari
legittima apertura di credito iniziale, intravedendo già da subito i
segni dell’incapacità amministrativa di questa giunta".
A determinare questa decisione secondo Melgrati "hanno pesato le scelte
scellerate compiute dall’inizio del mandato, dalla rimozione della
statua di Totò, dall’inversione di via Dante, poi rimangiata
parzialmente, alla decisione di spostare il mercato in corso Europa,
stoppata dal TAR, a quella del ripristino del Balun d’Arasce in piazza
Partigiani, alla chiusura del molo Bestoso, alla volontà di realizzare
la pista ciclabile in via Dante eliminando 150 posti auto,
all’affidamento a cooperative “foreste” peraltro “morose” delle spiagge
comunali, togliendole agli operatori alassini; alla inaugurazione della
struttura del nuovo Poggiofiorito senza poter trasferire gli anziani per
inagibilità (una struttura nuova!!!), alla incapacità di rendere
agibili le tribune del campo sportivo, via via fino all’assurda
decisione di realizzare l’ara cineraria nel cimitero di Alassio, la
goccia che ha fatto traboccare il vaso".
Melgrati parla di "una vittoria elettorale, quella della lista "A come
Alassio", frutto della divisione dei moderati, da sempre maggioranza
nella città del muretto, che aveva portato questa “armata Brancaleone”
ad amministrare con il supporto determinante del Partito Democratico,
presente in giunta prima con uno poi con due assessori, fino alla
“trombatura” di Boggiano, perché “scomodo” e troppo “curioso” nei
confronti di alcune operazioni non certo “cristalline”.
Partito
Democratico che il giorno della vittoria aveva issato sul Comune, in
spregio alle leggi, il proprio vessillo.
La speranza è che si apra una nuova fase dove tutti i moderati
contribuiscano ad una formazione magari meno politica ma più orientata
al bene della nostra amata città, facendo tesoro degli errori del
passato, per un nuovo rilancio turistico e produttivo di Alassio, senza
cattiveria, senza astio, senza livore, ma con spirito di servizio",
conclude Melgrati.
Da www.Rsvn.it del 01 febbraio 2013
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