venerdì 1 febbraio 2013

Alassio - Terremoto politico Alassio, " Melgrati, Lucchini e il PdL non si comprano ! "

Il Presidente del Gruppo PdL in Regione Liguria e consigliere comunale Marco Melgrati con il Capogruppo Consiliare del PdL Fabio Lucchini in Comune ad Alassio, mentre mostrano le loro lettere di dimissioni dal Consiglio Comunale 

che hanno permesso di far cadere l'amministrazione di Roberto Avogadro 

 

L'ultima manovra disperata del sindaco Avogadro

 Alassio. "Questa mattina Avogadro mi ha chiamato e mi ha promesso di tutto…assessorati, varianti urbanistiche, qualunque cosa…dopo quello che ha detto di me in campagna elettorale…ho solo potuto rispondere un secco e deciso NO…caro Avogadro, il Pdl e Melgrati non si comprano"

Marco Melgrati, consigliere di minoranza in Comune ad Alassio racconta l'ultimo retroscena prima del terremoto di questa mattina.

"Grande soddisfazione e un forte sospiro di sollievo, condiviso pressoché dalla totalità dei cittadini, per la sfiducia posta in essere questa mattina da 8 consiglieri di minoranza e 3 di maggioranza, concretizzata con le dimissioni che hanno posto fine a questa “triste” esperienza amministrativa. I consiglieri hanno “staccato la spina”, riconoscendo il fallimento di questa esperienza, che ha dato grave danno di immagine alla nostra città", dice Melgrati. 

"A chi accusava strumentalmente e falsamente il gruppo del Pdl di un possibile “inciucio” con la maggioranza, questa è la risposta più limpida. Il gruppo del Pdl ha da subito tenuto alta la guardia sulle nefandezze perpetrate da questa amministrazione, e fatto opposizione, all’inizio in solitario, sempre dura e forte, senza nemmeno concedere una magari legittima apertura di credito iniziale, intravedendo già da subito i segni dell’incapacità amministrativa di questa giunta". 

A determinare questa decisione secondo Melgrati "hanno pesato le scelte scellerate compiute dall’inizio del mandato, dalla rimozione della statua di Totò, dall’inversione di via Dante, poi rimangiata parzialmente, alla decisione di spostare il mercato in corso Europa, stoppata dal TAR, a quella del ripristino del Balun d’Arasce in piazza Partigiani, alla chiusura del molo Bestoso, alla volontà di realizzare la pista ciclabile in via Dante eliminando 150 posti auto, all’affidamento a cooperative “foreste” peraltro “morose” delle spiagge comunali, togliendole agli operatori alassini; alla inaugurazione della struttura del nuovo Poggiofiorito senza poter trasferire gli anziani per inagibilità (una struttura nuova!!!), alla incapacità di rendere agibili le tribune del campo sportivo, via via fino all’assurda decisione di realizzare l’ara cineraria nel cimitero di Alassio, la goccia che ha fatto traboccare il vaso". 

Melgrati parla di "una vittoria elettorale, quella della lista "A come Alassio", frutto della divisione dei moderati, da sempre maggioranza nella città del muretto, che aveva portato questa “armata Brancaleone” ad amministrare con il supporto determinante del Partito Democratico, presente in giunta prima con uno poi con due assessori, fino alla “trombatura” di Boggiano, perché “scomodo” e troppo “curioso” nei confronti di alcune operazioni non certo “cristalline”

Partito Democratico che il giorno della vittoria aveva issato sul Comune, in spregio alle leggi, il proprio vessillo

La speranza è che si apra una nuova fase dove tutti i moderati contribuiscano ad una formazione magari meno politica ma più orientata al bene della nostra amata città, facendo tesoro degli errori del passato, per un nuovo rilancio turistico e produttivo di Alassio, senza cattiveria, senza astio, senza livore, ma con spirito di servizio", conclude Melgrati.

Da www.Rsvn.it del 01 febbraio 2013

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