domenica 22 dicembre 2019

Europa in frantumi

La schiacciante vittoria di Boris Johnson alle ultime elezioni politiche del Regno Unito è solo la punta dell’iceberg. Oltre alla Brexit, l’Europa deve fare i conti con tanti altri focolai sparsi nel suo territorio: da nord a sud, da est a ovest. All’interno dell’Unione Europea non ci sono più isole felici e immuni alle tensioni che stanno stritolando il Vecchio Continente. Ormai è impossibile negare l’evidenza, eppure Bruxelles continua a fare spallucce. L’atteggiamento mostrato di fronte ogni evento potenzialmente pericoloso per la tenuta dell’Ue è sempre lo stesso. Quello che di volta in volta accade è sempre da attribuire al “clima d’odio” alimentato dai sovranisti, oppure all’”incompetenza elettorale” delle classi meno agiate, ree di abboccare alle “fake news” messe in circolazione da “partiti estremisti”. Semplicemente, dai piani alti delle istituzioni europee non sono mai arrivati né mea culpa né prese di coscienza per i danni accumulati nel corso degli anni con politiche economiche e monetarie miopi.

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