Il mistero della pagina del Mes tolta (e poi riaggiunta)
Hanno ripetuto che il testo sulla riforma del Mes
diffuso nelle ultime ore è soltanto una bozza, e che come tale non è
ancora definitivo. Le stesse fonti di governo hanno poi sottolineato
l’importante “risultato” ottenuto a Bruxelles da Roberto Gualtieri.
Il ministro dell’Economia, dal canto suo, non solo continua a ripetere
che il Meccanismo europeo di stabilità “ci serve e ci protegge”, ma
rimarca con forza quanto incassato all’Eurogruppo. Gualtieri ha parlato
di tre obiettivi raggiunti: “Le ipotesi di condizionalità sul backstop,
l’eliminazione della roadmap a riferimenti al trattamento prudenziale
dei titoli sovrani e la possibilità di una subaggregazione dei titoli”. È
proprio su quest’ultimo punto che vale la pena soffermarsi. Al di là
del burocratese utilizzato dal ministro – forse per confondere ancora di
più le idee – il giro di parole adottato si riferisce alle Cac, cioè quelle clausole di azione collettiva che di fatto hanno il compito di agevolare l’iter di ristrutturazione del debito.
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