mercoledì 17 giugno 2020

Cina, esplode la “guerra” al salmone. La Norvegia risponde a Pechino

Nei giorni scorsi, mentre gli esperti stavano cercando di capire quale fosse l’origine del focolaio di Covid scoppiato a Pechino nel mercato di Xinfadi, la Cina bloccava le importazioni del salmone dall’estero. Senza alcuna conferma scientifica, si era infatti diffusa la voce che a far scoppiare l’epidemia nella capitale fosse stato il salmone in vendita all’interno dell’ingrosso cittadino.

L’ipotesi, avanzata da alcuni media e funzionari, si era subito diffusa a macchia d’olio sul web cinese, provocando una sorta di psicosi. Secondo quanto riferito dal Beijing Daily, le principali catene di supermercati del Paese, tra cui Wumart e Carrefour, erano arrivate al punto di rimuovere tutte le scorte di salmone dai loro scaffali. Nel weekend appena trascorso, alcuni ristoranti di Pechino sono arrivati al punto di non servire salmoni nel loro menù. E i sushi giapponese? Non potendo rimuoverlo dai loro piatti, questi esercizi pubblici sono rimasti vuoti.

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