Dalla pagina Fb di Angelo Vaccarezza, consigliere regionale della Liguria
Il 19 luglio 1992 era domenica, una domenica che cambierà sempre la storia del nostro paese, un dolore collettivo che ancora oggi, è una ferita aperta.
Il Giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi , Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina perdono la vita in quello che è oramai conosciuto come la strage di via D'Amelio.
Antonino Vullo, unico agente sopravvissuto, si salvò soltanto perché al momento dell'esplosione stava parcheggiando una delle auto.
Sono passati molti anni, 29 per la precisione, ma nella mia mente, nel mio cuore, è vivo il dolore come fosse appena accaduto; ma soprattutto restano vivi l'eredità morale e gli insegnamenti di un uomo che non ha mai ceduto al compromesso, che ha cercato sempre la Verità.
Restano vivi gli esempi di vita dei ragazzi della scorta, che hanno compiuto il loro dovere fino al massimo sacrificio.
In questo mondo di oggi, dove quasi tutto è apparenza, dove molto, troppo spesso l'odio verbale e l'ignoranza sono considerati una qualità, sono pochi gli uomini e le donne che si distinguono per merito e meriti.
È a queste persone, a queste isole felici di ideali, di coraggio, di rispetto della legalità che dobbiamo guardare.
“Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell'aldilà. Ma l'importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento.
Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia,potrei anche morire sereno.”
Paolo Borsellino, PRESENTE
Emanuela Loi, PRESENTE
Vincenzo Li Muli, PRESENTE
Walter Eddie Cosina, PRESENTE
Claudio Traina, PRESENTE
Agostino Catalano, PRESENTE
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